domenica 22 gennaio 2012

.....E FINISCE QUESTA CRISI?

E' difficile rispondere!

E può durare anche 10 anni. Lo afferma,
pure, il prof. Bruno Parigi, economista
all'Università di Padova.

Bisogna riscoprire la meritocrazia per salvare
l'Italia, e poi mettere in atto una robusta
concorrenza per porre fine alla crisi.

Altrimenti il tempo scorre, e con lui la crisi
da tempo in atto.

Meritocrazia e concorrenza sono concetti
chiari in teoria ma difficili da tradurre in
pratica.

E poi le imprese hanno bisogno di meno
burocrazia se vogliono sopravvivere.

La burocrazia crea costi notevoli e produce
ostacoli. La concorrenza non viene accettata
perchè gli italiani non vogliono nè vinti nè vincitori;
c'è bisogno di concorrenza nelle libere professioni,
nel campo dell'energia, nei servizi pubblici.

Qui vengono allocate risorse senza alcuna concorrenza.
Non vogliamo la "distruzione creatrice" che è la via
da percorrere, come spiegava a suo tempo l'economista
Schumpeter.

La manovra Monti, dicono sbilanciata.
L'80% di tasse e solo il 20% è riduzione di spese.
E' vero! E' altrettanto vero che il debito pubblico
italiano è "astronomico".

Ecco il declassamento! E poi se applichi le tasse
ad un settore, induci le persone ad andar via.

Così è accaduto per la nautica, invogliando
le barche ad armeggiare all'estero.

E pure le banche hanno commesso grossi errori.
Si sono imbottite di titoli pubblici per la loro
sicurezza.......loro credevano.

Mentre un risparmiatore non dovrebbe dare soldi
alla banca perchè questa diventi un fondo di investimento.

L'obiettivo della banca è dare soldi alle imprese.
I risparmiatori ci sono, alto è il tasso di risparmio,
che non confluisce nei canali dell'investimento diversificato.

Solo questa risorsa può creare crescita,
sviluppo e annienta la crisi.
La crisi è il vero tarlo che distrugge
il sistema.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao, sono Nane, ho qualche chiacchiera (non crostoli, ma ciàcole) sentita almercato da riportare.
Premesso che tutto andrebbe verificato, intendo dire che le voci riportate non sono necessariamente corrette. Sarebbe opportuno sentire direttamente “il suono” di tutte e due le campane e non echi riportati chissà da qual vento. Ad ogni modo se è vero che, come dice il vecchio proverbio, se c’è odor di fumo da qualche parte ci deve anche essere del fuoco allora la cosa diventa interessante. Veniamo al dunque.
Senza perder tempo a descrivere cosa e come, chiedo solamente se secondo te Giuliano (e magari anche secondo qualche altro lettore) è giusto che vengano addebitati ad un tizio (che sta mettendo a posto una casa esistente da circa 40 anni e che non sta aumentando volumi ecc.) vengano richiesti oneri di urbanizzazione primaria e secondaria. Di che urbanizzazioni parliamo?!
Potrei anche capire che si calcolino oneri sui lavori che si stanno eseguendo, ma che si richieda un contributo per urbanizzazioni primarie e secondarie già esistenti mi sembra a dir poco fuori luogo.
Se poi non bastasse (e questo lo so io di certo) casi analoghi di altre persone sono stati trattati in modo diverso. Ora, poiché spero proprio si agisca in buona fede e, fino a prova contaria, non ho elementi per pensare in altro modo, mi chiedo se come cittadini, dobbiamo essere sempre “alla mercè” delle interpretazioni personali o degli umori più o meno buoni degli impiegati pubblici.
Se tali oneri sono dovuti allora SONO SEMPRE DOVUTI!!! Se invece non lo sono, non lo sono per nessuno. Che te ne pare?

Giuliano Paganin ha detto...

Caro Nane... due pesi e due misure!
Se sei un fedele, forse ti trattano
bene......
Basta rompere le balle!
Dopo 25 anni, per un controllo effettuato nelle mia casa, ex casa Alberto Nicolin, hanno riscontrato
piccole anomalie sulla costruzione.
Errori prodotti in orgine non dal
sottosctritto....Il volune della casa superava 5 cm.
Ok!!!
1) Sanzione pecuniaria pari a 3.000
euro;
2) Sono stato costretto a rifare
il progetto della casa (7.000,00 euro del progettista-consulente);
3) Spese ulteriori per la convalida
del nuovo progetto.....non riesco a
trovare la ricevuta notevole di tale importo;
3) Alla fine non basta:
a) dovevo richiedere la nuova abitabilità, dove abito da 25 anni passati;
b) dovevo rifare il prelivo dell'acqua , già fatto in orgine
e depositata la dichiarazione all'Ufficio Tecnico.
Come una belva mi sono precipitato
in Comune e così escalmai:
"Se entro le 4 del pomeriggio non
mi consegnate tutti i documenti
ritorno in comune e SPACCO TUTTO)".
Alle quattro in punto è arrivato
uno del Tecnico che mi consegnò
progetti, abitabilità, acqua compresa, tutto vidimato e sistemato.
A suon di soldini, però!
E incazzature alla grande.
Il Comune, caro Nane, ha bisogno
de "schei" per far cassa, come
qualche multa che scivola qua e là
quotidianamente!
Ciao Nane!

Anonimo ha detto...

Stamattina ho messo fuori il sacco della plastica; sono andato "a naso" e spero di aver indovinato. Dall'amministrazione, nessuna informazione! Evidentemente si ritiene essere più importante mandare il calendario della raccolta quando c'è anche un po' di pubblicità da allegare.
Ho sentito il mio amico dio Barche che mi ha chiesto se so quando inaugureranno ufficialmente la pista ciclabile che va verso di loro. Lo doveva saper meglio lui di me! Mi ha detto che spera veramente che gli amministratori ci vengano in bicicletta, percorrendo la pista, ad inaugurarla perchè così si renderanno conto che il percorrerla, magari con lo zaino dei libri in spalla, non è affatto agevole. E' per questo, a suo dire, che tutti gli alunni che vanno a scuola in bici EVITANO ACCURATAMENTE DI PERCORRERLA!! (SIGH!) e allora, chiedo io, che senso ha chiamarla pista ciclabile se nessuno in bici la usa? Io non sono mai passato agli orari nei quali gli alunni vanno o tornano da scuola, ma ho visto con i miei occhi, in altri orari, gente in bici che preferisce la strada normale. Non ho mai visto alcun ciclista percorrerla, e non solo i corridori, ma anche la gente comune. Comunque la si può percorrere a piedi, l'ho fatto anch'io, sperando di non incrociare altri pedoni sul cavalcavia perchè allora sì che emergono i problemi di linea. Mi vien da sorridere pensando a te Giuliano, che cerchi di percorrere il cavalcavia... penso avresti difficoltà anche senza incrociare altra gente. (senza cattiveria eh!) Ma non si dovevano eliminare tutte le barriere architettoniche? Mah... tutto silenzio. Io penso che sia una scelta voluta: tacere... così la gnete si dimentica le cose... oppuire (e meglio) melgio solo parlare delle cose buone fatte, magari anche un pochino esagerando... che te ne pare?