martedì 16 settembre 2014

IL CIRCOLO VIRTUOSO DELL'ECONOMIA

Il sistema economico italiano è in terapia
intensiva.

La deflazione è ritornata dopo un cinquantennio
come malattia suppletiva da correggere.

Per la deflazione non occorre scomodare la scala
mobile come a suo tempo si fece per l'inflazione.

Occorre invece eludere lo scoraggiamento che ha invaso
il Paese che vede nella diminuzione dei prezzi un vantaggio
aggiuntivo ovvero la creazione di valore per il denaro
e la possibilità per le famiglie di aumentare la spesa.

Un vantaggio aggiuntivo, però, che può creare grandi
problemi al Paese, come disoccupazione in crescendo,
diminuzione dei consumi, lentezza nel produrre le riforme.

Sembra strano ma è pur vero che un vantaggio aggiuntivo,
associato alla riduzione dei prezzi, facilita il rinvio di decisione
d'acquisto conseguenza logica di un maggior risparmio
e un freno alla crescita. Giusta conseguenza di una riduzione
dei consumi per una domanda già stagnante.

Questo disagio economico invita le imprese a ridurre
i prezzi ancor più per non uscire dal mercato.

Strada facendo anche i margini di profitto vengono
sacrificati, conseguenza logica di una riduzione di nuovi
investimenti che bloccano così la crescita.

Se vogliamo ricostruire il circolo virtuoso dell'economia
cerchiamo di eliminare lo scoraggiamento e la delusione
in atto.

Deflazione comunque nociva, dobbiamo pensare
che qualcuno altro non può risolvere i problemi
in campo!

La deflazione è un male minore, la vera malattia
è lo scoraggiamento che invade il sistema.
 

giovedì 11 settembre 2014

IL MOTORE ECONOMICO E' BLOCCATO!

GIA' PUBBLICATO NEL GAZZETTINO DI PADOVA
dd. 1° settembre 2014

Si va per tentativi...

Anche Renzi ha commesso i suoi errorucci,
ha anteposto la riforma del Senato e gli 80 euro
alle riforme economiche.

Quest'ultime dovevano avere il sopravvento
sin dall'inizio della legislatura, ed eccoci
in "deflazione" che porta la sua ultima data: 1950.

Deflazione diabolica che distrugge la massa monetaria
in circolazione, rallenta l'attività economica, conseguenza
poi di una maggior disoccupazione, redditi fortemente
rosicchiati e al ribasso, e poi riduzione delle importazioni.

E aggiungo calo drastico dei prezzi e inflazione che tocca
lo zero.

Quest'ultima non movimenta più il sistema, a piccole dosi,
invece, rende vivo il sistema,

E così bisogna reagire! Mille giorni, mille proroghe,
sblocca.Italia, spending review e quant'altro possiamo
inventare.

La nave UE è incagliata e non riesce a riprodurre un modello
economico innovativo che riproduca benessere e crescita.

La legge della domanda non è favorita dai consumi
e l'offerta soffre perchè la sfiducia imprenditoriale
ha bloccato l'entusiasmo.

La ripresa non arriva perchè si è persa la chiave
dell'investimento.

Cerchiamo di ripescarla applicando nuova fiducia,
cercando solo le condizioni che portino risultati
e freschezza economica.

Diamo qualità alla spesa pubblica, sblocchiamo
la forbice dei tassi che produce ora interessi
solo a tassi zero, e cerchiamo di invogliare
gli investitori esteri che privilegiano pianeti diversi
dal nostro.

Investiamo dunque nel made in Italy, nell'export,
in nuove tecnologie, nell'arte, nella cultura, e nel turismo
allo scopo di far valere la nostra bellezza italica: il motivo
per cui siamo importanti nel mondo.

giovedì 4 settembre 2014

MANCA UNO SCATTO....

.............PER  UNA  SCUOLA  FUTURA

Si prevede una forte scossa nel mondo
della scuola.

Almeno si spera, visto l'interesse che il premier
Renzi vi pone, avallato dalla sua consorte che vive
nel pianeta scuola e che il suo bagaglio culturale
conosce a fondo i problemi urgenti della scuola.

Già da anni ogni legislatura ha tentato di guarire
dai mali una scuola sempre in terapia, migliorando
e purtroppo peggiorando percorsi didattici che
attendevano una mano santa, necessaria al miglioramento.

L'ex sindaca di Milano, Moratti, ministra poi all'istruzione,
ha tentato di rifare il menu didattico, scambiando qua e là
gli ingredienti per produrre una "pizza" appetibile al successo
scolastico. Scarsi i risultati.

Tra un Fioroni in campo, seguito da una Gelmini
che ha rivoluzionato il sistema scolastico provocando solo
danni.

Ha eliminato negli Istituti tecnici l'IGEA e l'ERICA e tutti
i progetti e sperimentazioni, prodotte da una sinistra credente,
ma che ha cancellato per far dispetto alla stessa.

Sto difendendo le mie creature prodotte nel tempo assieme
ad altri colleghi del Paese, lavoro intenso presso il Ministero
e sicuri di produrre una riforma valida. Distrutta, poi, da violenti
neutrini usciti da un tunnel ricco di raggi X.

Incassato il dispiacere attendo un nuovo risultato che procuri
futuro all'Istruzione.

Certo, condivido l'urgenza di Renzi che mi auguro non affrettata,
perchè produrre meritocrazia, nuova didattica, forza formativa
e vantaggi all'utenza rappresentano indici di gradimento se scelte
ben ponderate riescano a realizzare cemento intellettuale
e meritocratico per una una scuola futura.

domenica 31 agosto 2014

LA VELOCITA' IN POLITICA..

Già pubblicato nel Gazzettino di Padova
del 29-08-2014.

L'estate sta finendo, cantava a suo tempo Mister X, oggi
fin troppo bagnata e che non ha lasciato tregua al turismo,
all'economia che fa acqua da tutte le parti e agli animi
sempre più preoccupati.

Forte è la preoccupazione, ma vivo è l'impegno
di correggere la crisi depressiva con riforme
a pioggai capaci di correggere quel brutto tiro
partito dal 2007, causando notevoli danni al sistema.

Il premier Renzi sta lavorando alla grande per arginare
grosse falle antiche, e raggiungere quel successo
personale che tanto desidera.

Già la Francia è dalla sua parte, mentre la Germania
un tantino lo ascolta, e si ricrede che il rigore applicato
finora non ha portato ad un granchè di beneficio.

Tira e molla non si vuol cedere perchè non si vuole
sacrificare un po' di sovranità.

Ci penserà il premier nel suo prossimo incontro
di presidenza dell'Unione europea a far valere
le sue idee già trascritte in un pacchetto prodotto
da un Consiglio dei Ministri in pieno slancio.

Un pacchetto su scuola (per il momento rinviato),
giustizia, semplificazioni e rilancio delle infrastrutture
che sbloccherà l'Italia dal suo lungo letargo.

Sembra che sia in arrivo una vera bacchetta
magica che elimina il torpore di questa lunga
sofferenza.

Il sistema ha bisogno di interventi incisivi
che contribuiscano a migliorare l'indice
di occupazione, riducano quel debito pubblico,
e che favoriscano la crescita, terapia utile
per un felice sviluppo.

Strada facendo è da augurarsi che una legge
elettorale arrivi in porto, e la riforma costituzionale
del bicameralismo e del Titolo V entri tranquillamente
nella nostra Costituzione, migliorando i tempi di attuazione
agevolando così un veloce cambiamento.

giovedì 21 agosto 2014

LA PISCINA NEL VERDE PAESELLO!

GIA' PUBBLICATO NEL GAZZETTINO DI PADOVA
del 21 Agosto 2014

LA PISCINA  E IL  MALTEMPO

Non pioveva così tanto dal 1932.

L'articolo del Gazzettino del 20 Agosto '14
di pag. XVII (a firma di G. C. ma diretto
dalla sindaca Bassi) riporta evidenti incongruenze:
1) recente costruzione da 3 anni (forse qualcuno di più);

2) la piscina è accolta da guadensi ma anche da residenti
di paesi vicini con grande entusiasmo (si doveva scrivere
il contrario, il 95% è frequentata da non residenti);

3) l'appalto vinto dalla stessa società che già la seguiva
in precedenza da quando è stata inaugurata (emerita balla
perchè la conduzione iniziale è stata affidata ad una società
di Marostica (VI) che ha dato forfait, ora è gestita da una
società di Borso del Grappa (TV);

4) il bar è stato ampliato recentemente e a carico del Comune.

Alla faccia delle partite Iva già in essere nel paesello e che
soffrono economicamente la nuova concorrenza!

Investimento banale in una piscina scoperta. Intanto l'attuale
amministrazione sta estinguendo il massiccio mutuo investito
in essa, ma a carico dei guadensi.

E poi ricordare la calura estiva dello scorso anno è acqua
passata.

Quella presente danneggia il progetto, ma è liquidità
utile per estinguere le rate di mutuo in essere (quote
capitali più quote interessi).

martedì 19 agosto 2014

SIAMO GLI ULTIMI DELLA CLASSE...

Il sole va e viene, non intende stabilizzarsi
e procura solo incertezze e disastri in campo
turistico.

Si diverte a far dispetto all'economia,
già sofferente, bloccata nel presente
e non dà presagio per il futuro.

I dati sono inquietanti sul versante
della produttività, della domanda,
e così sale la disoccupazione che
costringe molte aziende a chiudere
i battenti per effetto dei gravi problemi
congiunturali, ora strutturali.

Il problema è globalizzato e non tranquillizza
nessuna area economica con previsioni future
al ribasso.

Anche la politica europea non aiuta per niente
la ripresa della domanda interna, mentre una bassa
inflazione (intorno allo 0,3%) non movimenta il sistema,
e avvantaggia la deflazione con il suo bagaglio di stagnazione,
disoccupazione e lievitazione continua del debito pubblico.

Una politica monetaria debole non incoraggia la domanda
interna, una possibile espansione può creare un reale
pericolo in fase di deflazione.

Così il motore della ripresa rimane fiacco e non produce
crescita, lasciando un Pil pressochè dormiente,
anzi al ribasso - 0,2% nei tre trimestri.

Mancano riforme e lenta è la loro messa in atto.

Restiamo in attesa di una forza magica che per il momento
sta navigando su propositi incerti, e nella graduatoria
delle turbolenze siamo sempre gli ultimi della classe.

E INQUIETANTI SONO LE PROSPETTIVE!

venerdì 8 agosto 2014

IL RIGORE NON AVVANTAGGIA LA CRESCITA

Il Pil si sta depilando dello 0,2% già da tre
trimestri consecutivi.

La stagnazione naviga in Europa senza sosta,
e colpisce modelli economici imprevisti
provocando recessioni, disagi e grande
confusione economica.

Studiare le cause non è cosa facile
perchè individuare le vere cause procura
la conoscenza di altre.

Causa il salario troppo basso?

Forse sì, perchè è la conseguenza
di un minor consumo e crollo dei profitti
aziendali.

Bisogna alimentare la domanda interna,
con un occhio di riguardo a quella esterna,
e scordare politiche ondivaghe che rubano
certezze.

Se manca la certezza il cittadino non spende,
anzi tende a risparmiare parte degli ottanta euro
che una politica ondivaga invitava al consumo.

Pagliuzze in un pagliaio disordinato!

Si attendono messaggi dinamici che eliminino
le scorie prodotte dal rigore, e cedendo un po'
di sovranità a vantaggio della globalizzazione
europea.

Badare al proprio campicello non procura
vigore e dignità al nostro sistema.

Alimentiamo così la recessione
e la perdita di slancio.