venerdì 19 maggio 2017

SOLO LA CRESCITA CAMBIA IL SOGNO DEL NORDEST

La sensazione è che ci sia una maggiore
comprensione e consapevolezza che bisogna
fare di più per rafforzare il nostro Nordest,
Europa compresa.

Solo la crescita può dare risposte alle disuguaglianze
e creare occupazione vera.

C'è un forte bisogno di posti fissi.

Questi cancellano povertà, disuguaglianze
e populismo.

Manca una politica industriale forte,
mancano stimoli su investimenti pubblici
e privati per creare nuovo lavoro.

Anche l'aspetto sociale va rafforzato,
giusto per far nascere occupazione vera,
che si ottiene solo rendendo le imprese
più forti, innovative e competitive, così
si può avere una nuova visione del futuro.

Il made in Italy è debole e affossa
il Nordest, a suo tempo fiorente e unico faro
che illuminava questa ampia zona ricca
di aspettative.

Ora permane il timore, e l'incertezza politica
preoccupa e amplifica il rischio procurando
un passo indietro nella sfida globale.

Con una competitività ben realizzata la sfida
si può vincere.

In tal modo cadono le contraddizioni
e diamo una mano al capitale umano
desideroso del posto fisso e che presenta
un'offerta di giovani preparati e motivati.

lunedì 1 maggio 2017

SONO CONFUSO!

La globalizzazione ci coinvolge nell'autoritarismo.
Meglio la conoscenza che rappresenta la vera forza del Paese.

Viviamo nella confusione, e se sei confuso,
significa che non hai capito nulla.

E' importante la conoscenza in questa sfida
che diventa globale.

Sfida significa fare i conti con questa globalizzazione
imperante e senza limiti, che porta con sé il dna dell'autoritarismo.

Lo conferma, pure, Romano Prodi nelle sue permanenze
fuori confine, e ci invita alla concentrazione intellettuale.

Un invito viene rivolto all'educazione culturale per rendere
fertile l'audacia, lo spirito critico, la creatività e una buona dose
di aggressività per meglio catturare il sapere.

La compattezza di idee migliora la visibilità
con i suoi punti di vista capaci di migliorare qualsiasi
organizzazione, strategie comprese.

Sapere ascoltare e agire concretamente ti porta sintetizzare tutte le idee
in un valido spartito, utile per cancellare la confusione e sentire
della musica.

Comunicare è natura; ascoltare ciò che comunicano gli altri,
così per come lo fanno, è cultura.

In questa confusione solo la conoscenza può vincere
per difendere per difendere la nostra curiosità di sapere.

mercoledì 12 aprile 2017

LA FLESSIBILITA' SCONOSCIUTA

Già pubblicato nel Gazzettino Del NordEst
dd. 12 Aprile 2017 pag. 18

L'anno appena trascorso è stato per l'economia
italiana un anno difficile.

Alla crisi valutaria, economica, dei mutui
del 2008, e chi ne ha più ne metta, l'incertezza
è dilagata nell'atteggiamento delle imprese,
e di sfiducia nel comportamento delle famiglie.

La caratteristica che contraddistingue questa
recessione è rappresentata dalla flessibilità,
intensa e prolungata dei consumi.

La caduta dei consumi ha trascinato con sé
quella del reddito nazionale, di conseguenza,
anche il risparmio globale è diminuito.

Il reddito effettivo, in termini reali, e le aspettative
di reddito futuro hanno risentito dell'inasprimento
della pressione fiscale che non ha agevolato il costo
dei prodotti, e così pure una flessione del deprezzamento
dell'euro, e della caduta dell'occupazione.

Queste fasi cicliche recessive hanno peggiorato
la consistenza del risparmio, la caduta del reddito
e dell'occupazione.

E' una situazione economica pesante nel suo complesso,
che si ripercuote, pure, nel mercato finanziario, come
dimostra la diminuzione intensa e prolungata dei tassi
di interesse.

Viviamo un'incertezza diffusa e la persistente debolezza
della domanda ha causato il rallentamento dell'attività
d'investimento e la diminuzione della produzione industriale.

Con il regresso dell'attività produttiva la leva dell'occupazione
è scivolata al ribasso, producendo conseguenze negative
sulle prospettive di sviluppo equilibrato dei redditi
e sulla crescita stabile dell'economia italiana.

In questo contesto invito a fare un esperimento
mentale e assegnare un valore al termine "flessibilità",
che secondo il mio pensiero rimane un concetto
sfuggente e difficile da ricondurre alle ordinarie
categorie impiegate nell'economia d'impresa
e nell'economia tout court.

martedì 21 marzo 2017

ECONOMIA DELLA CONOSCENZA

Seguiamo due binari per definire l'economia
della conoscenza: il fatto ovvero il sistema
economico e la disciplina.

In questa cornice leggiamo l'economia
della conoscenza, un film che vuol far
conoscere il fattore economico
che è oggetto di consumo, di compravendita
oppure fattore di produzione.

Nel tempo questa rappresentazione ha descritto
un progresso a volte debole, a volte rapido
per effetto di un ozio creativo prodotto
dalla mente umana.

E' il fattore "k" che migliora la formula
o equazione che contiene i fattori della produzione
per effetto del "capitale umano" che nel tempo
rappresenta la vera dote di una nazione.

Questa somma di "ostruzione-saper fare-saper
essere-abilità manuali e intellettuali" spiazza in parte
le risorse naturali che rappresentano in parte la ricchezza
delle nazioni.

Petrolio e idee alimentano il ciclo produttivo
migliorando di conseguenza il Pil di una nazione.

Catturare idee significa migliorare la conoscenza
che diventa bene di investimento che coglie due piccioni
con una fava l'aumento da un verso della capacità
produttiva, e dall'altro riducendo le diseguaglianze
nel processo di distribuzione dei redditi personali.

Realizzare questa formula significa migliorare
l'investimento in capitale umano, nel campo dove l'Italia
è agli ultimi step della graduatoria.

mercoledì 15 marzo 2017

IL CREDITO STAGNA, UN PROBLEMA ITALIANO

L'economia arranca sempre di più.

Per forza, se il credito stagna è inutile
invocare la crescita.

Quest'ultimo è un problema tutto italiano.

La Commissione europea pretende una correzione
di bilancio, e l'esecutivo tende a glissare e non pensa
che l'austerità fiscale blocca gli ingranaggi della crescita.

La rigidità europea in tal senso accende una miccia
pericolosa che alimenta la deriva populista.

Anche la legge di stabilità per il 2017
mostra i segni di previsioni macroeconomiche
troppo ottimistiche costruite su provvedimenti
di scarsa efficacia e non capaci di realizzare
gli obiettivi messi in ribalta.

Si trascura l'altezza del debito pubblico che non si stabilizza,
anzi cresce, bloccando l'espansione che tanto desideriamo.

Tutto ciò alimenta incertezza sì da rendere debole il sistema
scoraggiando gli investimenti.

E' inutile cercare consensi quando si rilevano
scarsi effetti sulla crescita.

Se il rubinetto del credito rimane bloccato,
non si può sperare di realizzare un vero circuito
che alimenti fiducia, speranza e benessere.

Viviamo un periodo decisamente liquido.

Alla faccia del credito bloccato che annulla
la solidità, e dà ragione al filosofo Buaman
e alla sua "massima" sulla società liquido-moderna
che annulla in un ampio ventaglio le abitudini
degli uomini prive di consolidamento.

Anche il risparmio, fonte di liquidità e di accumulazione,
perde il concetto di solidità per esigenze future
per catturare libertà illusoria che sgretola
l'etica e porta la crescita in un mare di liquidità.

Già pubblicato nel Gazzettino dd. 03.03.2017 

venerdì 24 febbraio 2017

I METODI FORTI DI SALVINI NON CONVINCONO!

A Recco (Genova) mister Salvini ha aperto
un po' troppo il becco!

Ha usato un detersivo fortemente
corrosivo per far pulizia al nostro
sistema.

Eccessiva la sua arroganza contro i migranti
e usa metodi squadristi per reprimere l'immigrazione
che coinvolge vite umane in cerca di salvezza.

Probabilmente non riflette sulla immigrazione
italica del dopoguerra, dove intere famiglie italiane
chiedevano spazi fuori confine per vivere e sfamare
figli a carico.

Corsi e ricorsi storici che si presentano attualmente
in area giovani in cerca di lavoro e futuro.

Caro Salvini, speri di controllare i confini italici
entro breve?

E' una speranza che ti auguro priva di una soluzione
e che sprofondi nel mare delle tue ambizioni.

Controllare quello che si dice è il mio motto,
e che ti rivolgo per abbassare quel tono che
ferisce l'essere umano.

Sii un allievo saggio, non essere un allievo volgare,
altrimenti il potere che desideri si nasconde
dietro una nuvola dal colore grigio intenso.

mercoledì 15 febbraio 2017

METTERE LA TESTA TRA LE NUVOLE

POLITICA " GLI  ATTACCHI  DI  SALVINI"

Già pubblicato nel Gazzettino dd. 13/02/2017
e nel Giornale di Vicenza  dd. 14.02.2017

Mettere la testa tra le nuvole è la commedia
di ognuno di noi.

Talvolta è conveniente per uscire dai rumori
prodotti dal tempo.

E' un vantaggio terapeutico in sede di stress,
di superlavoro, di conflitti o quant'altro.

Ad un patto, però, di non esagerare perché
altrimenti si passa da parte di mister struzzo
quando si vuole ignorare cose o situazioni
di notevole gravità nascondendo, all'avvicinarsi
del pericolo, la testa sotto la sabbia.

In qualche occasione è conveniente.

Importante è non abusarne.

Perché, a volte, uscire allo scoperto si rispetta
il "valore" della verità nella sua splendida
accezione.

Non è così per Salvini e Meloni!

Ci sono dei limiti da rispettare, e uscire
dalle righe si brucia la democrazia
che è il faro che illumina la civile convivenza.

I due leader sopra citati attaccano quotidianamente
migranti ed euro.

E vogliono dimostrare che viviamo
in un fallimento sempre più evidente.

A Coblenza, il Salvini leader, smantella
l'euro per una soluzione più ordinata
del sistema.

Usa un potere forte, ed è convinto
che la vittoria è alle sue porte.

Oggi, dice Salvini, soffia un vento di libertà.

La troppa libertà che lui pretende, lo porta
all'isolamento che blocca le coalizioni
e lo isola in un deserto, zona fertile per nascondere
la testa sotto la sabbia, e dire addio alla sua democrazia
priva di qualità.

E per fortuna che la sabbia c'è!