giovedì 28 aprile 2016

IL NOSTRO PAESE NAVIGA IN UN ANELLO DEBOLE

Si viaggia su una stagnazione secolare.

E chi paga il conto?

Le recenti stime dell'OCSE presentano
una crescita in discesa. Un Pil asmatico
è pure presente in economie emergenti
che stanno rallentando in modo vistoso.

La riduzione del prezzo del petrolio non ha portato
benefici, mentre i bassissimi tassi di interesse
accompagnati da un euro debole non favoriscono
lo sviluppo degli investimenti.

In aggiunta ci sono notevoli sofferenze bancarie
che restringono il canale creditizio così la politica
monetaria viene interrotta nel suo flusso strozzando
il sistema economico.

Con queste previsioni il "cavallo non beve",
e cade la speranza renziana messa in auge
nella spending revieu.

Il coordinamento globale sta perdendo
tempo dietro ai luoghi comuni,
quali le riforme strutturali, il risanamento
dei conti pubblici, e non insegue la via adatta
a garantire una domanda adeguata a livello
globale.

Avvitare l'inflazione verso il basso significa
dare spazio ad una stagnazione già presente
in altri tempi causa una crisi globale prodotta
da politiche troppo liberiste che hanno
cavalcato le scorribande della finanza.

Evitiamo gli slanci ideali, e contiamo
sulla tenacia per rafforzare ciò che conta
nel mondo reale.

lunedì 25 aprile 2016

MANCA IL TRICOLORE A SAN PIETRO IN GU

Pubblicato in tutti i quotidiani dd. 25 04 2016

Nella ricorrenza del 71° Anniversario della Liberazione
manca il Tricolore nel palazzo municipale.

Già da tempo è sparito ad opera
della sindaca Bassi, e sostituito 
da un lenzuolo bianco per contestare
un eventuale accorpamento del comune
con altro comune.

Il verde paesello non supera i 5000
abitanti, e dunque è possibile in futuro
la sua fusione con altro comune.

Ben venga la nuova legge, chissà
che un raggio di sole possa cancellare
quel denso torpore presente a San Pietro in Gu.

Purtroppo il paese va spegnendosi giorno
dopo giorno ad opera di una amministrazione
lenta, incapace a governare e bloccata 
da una miopia mentale.

L'uomo ligio alla legge crede sempre
di essere più nobile e potente di quanto non sia.

sabato 23 aprile 2016

A QUANDO IL TAGLIO DELLE IMPOSTE

Pubblicato nel Gazzettino dd. 17 04 2016

e nel Giornale di Vicenza dd. 24 04 2016

Vogliamo allontanare la crisi?

Aspettiamo a tale proposito un progetto consistente,
utile per ridurre le imposte applicando una seria
flessibilità nei conti pubblici per facilitare l'attesa
politica fiscale che utilizzi una tangibile riduzione
del carico fiscale.

E' in atto una nuova politica monetaria che mette
nel sistema denaro fresco a tassi di interesse
appetibili, una riduzione calata dalla Bce a tasso
zero.

Purtroppo il carburante si esaurisce e l'effetto
previsto in senso positivo può scomparire.

Gli accadimenti dal 2008 ad oggi
ne sono la prova.

L'intervento sulle aliquote Irpef previsto
per la fine del 2017 può scivolare oltre,
causa una pressione fiscale altalenante.

Rimane un obiettivo rassicurante: tagliare le tasse
e mantenere inalterati i simboli dei parametri europei.

E la sforbiciata alla spesa pubblica? E' una pratica
che mina la crescita, e capovolge necessariamente
gli obiettivi.

La partita fiscale si presenta agli albori,
e il Pil lordo entra in negativo
per lo 0,5 per cento per il 2016.

E' pur vero che se si sbaglia la prima asola,
non si corregge continuando ad abbottonarsi.

venerdì 15 aprile 2016

UN TENTATIVO DI RIPRESA.......

.......IN  UN  LENTO DEF!

Viene prodotto un Documento di Economia
e Finanza (Def) incerto e complicato.

Si gioca sullo zero-virgola e il premier Renzi
sottolinea con il vigore della sua voce
che la ricchezza cresce con un Pil di rispetto
da 0,8% a + 1,2%, mentre il debito pubblico
cala dal 132,7% al 132, 4%.

Non sono passi da gigante ma "piccoli passi"
prodotti in un asilo nido di prossima apertura.

Si è sentita la spinta alle riforme in un'economia
debole che si muove in un arretramento generale.

La posizione dell'Italia nei confronti di altri Paesi
europei non gode di un trend di crescita accettabile
in fase di espansione, e cade in una recessione
che preoccupa il sistema e procura un problema
serio di difficile soluzione e aggressione.

E' innovativa la politica monetaria, lo è meno
la politica fiscale che mantiene l'imposizione
allo stesso livello, bisognosa di una diminuzione
per far partire gli investimenti.

Non complichiamo il futuro prossimo con una politica
elettorale velenosa e con una riforma costituzionale cavillosa,
sì da affossare completamente la ripresa ed eventuale
caduta del premier.

Innoviamo, pure, l' abc della finanza, trampolino
di lancio per far partecipare le nuove generazioni
alle decisioni economiche future del paese.

mercoledì 6 aprile 2016

UNA RIBOLLITA NON DOC!

Pubblicato nel Gazzettino del 7 aprile 2016

Il mondo gira in una pentola d'oro
che contiene una ribollita non doc
codificata dall'Accademia italiana
della cucina.

Purtroppo il suo sapore , oggi, è disgustoso
perché fatti odierni rovinano i suoi ingredienti.

E' una metafora che calza bene se teniamo
nel dovuto conto le informazioni esplose
in questi giorni.

Trascuriamo Tangentopoli perché troppo lontana
nel tempo, e analizziamo i conflitti di interessi
attuali che navigano a vista in questa Italia
alla deriva.

Un emendamento agevola il giacimento
Tempa Rossa che coninvolge e sfocia
nella Marina, il tutto fa schiattare dalle risate
il premier perché possesso e proprietà
appartengono solo a lui, un diritto reale
a lui sacro e inviolabile..

Trema l'Italia, e pure il mondo,
in uno scandalo politico e finanziario
senza confini, di vasta dimensione,
e che va collocato in un paradiso
fiscale dove le anime senza colpe
hanno il diritto di pretenderlo per riposare
in pace.

Leggere le informazioni per piacere e per svago
è differente dal leggerle per conoscere e istruirsi.

sabato 19 marzo 2016

RITIRATA LA BANDIERA ITALIANA


PUBBLICATO NEL GAZZETTINO DI PADOVA
D.D. 19 marzo 2016

Nel paesello guadense è a rischio la democrazia
succede di tutto, di più.

L'amministrazione comunale attuale condotta
dalla sindaca Bassi, già in partenza del mandato
ha escluso le quote rosa dalla giunta.

La minoranza e il sottoscritto hanno fatto
pressione in Regione e con il prefetto
di Padova.

A tutt'oggi il rosa non si vede, prevale
però il bianco nell'ampio poggiolo
della casa comunale: una grande bandiera
bianca che contesta gli eventuali accorpamenti
futuri dei comuni con meno di 5000 abitanti.

Il fatto grave è rappresentato dal ritiro delle tre
bandiere: quella italiana, l'europea e la veneta.

La bandiera italiana è presente in ogni comune,
in ogni scuola, e nelle ricorrenze nazionali.

Penso che il verde paesello, oggi meno verde,
stia franando, causa una mentalità
ristretta e vendicosa.

Mi auguro che qualcosa si muova
e il simbolo dell'Italia ritorni al suo posto
e sventoli tranquillamente a destra e sinistra
portando pace e serenità nell'ultimo paesello
dell'alta padovana.

domenica 13 marzo 2016

T U T T O F U N Z I O N A!

GLI  AVVERTIMENTI  DA  FUORI  NON  CONTANO!

Ennesimo avvertimento della banca europea
sul debito pubblico del nostro Paese.

La soglia del debito è elevata, e si smussa
il timore per dimostrare che la banca va anche
se il debito fluttua verso l'alto e senza timore
dei flutti.

Nel privato si invita ad indebitarsi per investire,
a patto che il ritorno agli investimenti (Roi)
superi il tasso di ritorno dei debiti (Rod o Return
on debts).

E' una legge per rimanere a galla in momenti
di crisi, e di prevista deflazione (ci pensa
Draghi a bloccarla).

Quest'ultima è una malattia che preoccupa
fortemente perchè un farmaco opportuno
è di difficile produzione.

Anche qui non deve nascere né preoccupazione
né panico.

Renzi è un fiume di parole e in un tic-tac
ci brevetta la terapia capace di risolvere
il problema (s'incazza Bersani....).

In presenza di un Pil stentato e al ribasso
per il 2016, il premier ci convince che tutto
funziona nel pubblico (Pitteri, nella sua brillante
commedia Metti la quarta e a proposito
della sua Scuola guida sgangherata....dice: Va tutto
liscio come l'olio).

Un debito pesante non ci deve proccupare perchè
il suo peso grava sul bilancio dello Stato e non
sulle nostre spalle).

In realtà le spalle non presentano calli, però,
si pensa male.

Pensar male fa male al sistema, lo si rende
debole procurando solo flutti di debito a carico
della banca Italia.

Mentire, comunque, fa male!