lunedì 5 dicembre 2016

SE CRESCE LA COMPLESSITA'....

"Quando la vita scorreva lentamente come un fiume,
la complessità esisteva, ma non veniva percepita.
Oggi, cinque dicembre 2016, tutti la sentono addosso,
perché con il No al referendum, il ritmo si è fatto
serrato come un torrente vorticoso (da "Prede e ragni"
di De Toni e Comello 2005)".

Ora, ad arginare questo fiume in tempesta,
la situazione politica in essere è in mano
al Presidente Sergio Mattarella che la deve gestire con abile
capacità per non cadere nel mare della complessità.

Viviamo tempi difficili, per i quali è necessaria una chiave
di lettura diversa, capace innanzitutto di distinguere
"complicato" da "complesso" perché le diverse correnti politiche
hanno impostato una campagna referendaria dai toni forti,
accesi e incerti senza vere risposte strutturali capaci di risolvere
il problema in un contesto competitivo  in una continua
mutazione politica.

Desideriamo il cambiamento?

Con un'alta adesione al No scattano incertezze la cui difficile
soluzione è in mano al povero Presidente della Repubblica.

Il pubblico preferisce lamentarsi continuamente
per aver subito una cattiva politica piuttosto
che fare qualcosa per ridurre la complessità.

Spesso le idee della gente generano un danno
grande poiché da qualche parte viene negato
il valore di ciò che esiste ed esso non è più compreso
nel pregiudizio corrente.

Sono molto rari i giudizi veri, che interessano
tutti i tempi e tutte le nazioni.

venerdì 2 dicembre 2016

UNA PARTITA A PING PONG DALL'ESITO INCERTO

LE  CONTRAZIONI  DI  RENZI  E  LA  BATTAGLIA

Pubblicato nel Giornale di Vicenza dell' 1 dicembre 2016

Il premier Renzi è soggetto a contrazioni
muscolari, causa una precoce fibrillazione
referendaria che nuoce al suo battito cardiaco.

Che confusione!

Le pensa tutte per la sua affermazione
al potere, e già annuncia che farà assegnare
500 milioni di euro a sostegno dei ceti disagiati
e qualche obolo a San Eugenio, l'artista, per un triduo
votivo alla ricerca di voti, anche all'estero.

i sondaggi danno il No in vantaggio, una vera partita
a ping pong, un meccanismo utile per mantenere
il Parlamento com'è, e non trasferire il Senato
qua e là che mette sotto assedio la democrazia,
dicono i sostenitori del No.

Un colpo alla botte, un colpo al cerchio per ricordare
l'amico D'Alema, un po' disfattista, e terminando
con Prodi, silurato a suo tempo perché troppo buonista.

Dice il detto: "Per un punto Martin perse la cappa",
una vanvera tanto cara al premier.

E può capitare pure a Renzi, ora sotto flebo per ridurre
il suo battito cardiaco.

La battaglia sta per concludersi, e tutto dipenderà
dalle scelte che faranno gli elettori e dalle ultime
offerte di risorse che il premier è disposto ad elargire
pur di ottenere una possibile vittoria.

Tutto è da vedere, però!

lunedì 14 novembre 2016

LE MAGLIETTE ACCHIAPPAVOTI DI SALVINI

POLITICA / SALVINI  LEADER!!!!!!

God s(h)ave Salvini, perché "save"
(salvare) non è adatto per aiutare l'uomo.

La storia, come l'universo che rappresenta,
è costituita da una parte reale e una parte
ideale.

Mister Salvini alberga in quest'ultima area perché
solo la sua fantasia può produrre certe immaginazioni.

Si traveste per apparire, per colpire e catturare
voti, indossando una maglietta della polizia etnica
in zona carnevalesca come Ponte di Legno e Pontida.

Il politico in esame non finisce si stupire,
e pensa di coinvolgere gli elettori per portarli
indietro nel tempo allo scopo di riesumare
il già scordato trentennio.

Povero Salvini, proiettato al passato per pretendere
un suo futuro da leader, e poter così rasare capelli
e far la barba (shave) a chi fiducioso non lo segue.

Si sente organo del suo secolo, che si muove
però in modo inconsapevole!

TUTTO PUO' SUCCEDERE. PRETENDE DI DIVENTARE
L E A D E R!

martedì 1 novembre 2016

IL DEBITO PUBBLICO DA RECORD E QUEL GABINETTO A CINQUE STELLE

POLITICA

Taglio ai costi e raggi di sole
nel bilancio dello Stato.

Il debito pubblico cresce a 2.2248
miliardi di euro e oltre, impensabile
in questa crescita "zero" del nostro
sistema economico.

Eppure Virginia Raggi propone a capo
gabinetto Carla Ranieri con un cospicuo
stipendio lordo di 193 mila euro.

In un gabinetto a 5 stelle mi par giusto
far lievitare i costi anche se la carretta Italia
cigola da tempo, e tutti invocano "pazienza".

Si attende una strategia su "rifiuti zero",
e si innalzano i costi alle stelle.

E' pur vero che un alto e un basso porta
sempre al pareggio.

Vuoi vedere che ha ragione la Raggi
ad affermare che un raggio di sole
illumina il bilancio romano, e la luce
porta sempre idee nuove e innovative
che cancellano sicuramente le criticità
attuali e le conseguenze future.

Bisogna dire: evviva alla lievitazione
dei costi, e povero San Lorenzo
per la sua caduta di stelle.

domenica 23 ottobre 2016

PINOCCHIO E' LA METAFORA DEL CARATTERE ITALIANO

PINOCCHIO  VIVE  ANCORA  QUI

Già pubblicato nel Gazzettino e Il Giornale di Vicenza

C'era una volta Pinocchio, e vive ancora
nel nostro Paese, l'Italia.

E' una metafora che calza a pennello.

Il burattino è di una simpatia unica,
che ha incantato il mondo intero
quando è uscito dalla penna di Collodi.

Pinocchio è creativo, ingegnoso, e pure amato
per le sue marachelle e i suoi insegnamenti.

Un difetto è la sua tendenza spontanea e senza
controllo a dir bugie nonostante la continua
crescita del suo naso.

Io lo vedo come il protagonista della nostra
politica (senza distinzione di schieramenti),
una indulgenza a mentire non estranea ai nostri
costumi, con una leggera differenza  che il naso
lungo ai nostri rappresentanti del popolo tarda
spesso a venire.

Amano vivere nei guai in presenza della menzogna,
un distintivo ben incollato al pettine dei nostri
rappresentanti "democraticamente" eletti....e non!

Non posso scordare papà Geppetto, abile artigiano
che fa concorrenza al "made in Italy" in quanto ha spirito
dell'avventura (fabbricare Pinocchio) realizzando un desiderio
profondo: "Girare il mondo per procurarsi un tozzo di pane
e un bicchiere di vino".

Non si fabbrica a vanvera (sedia) e cerca fortuna con un pezzo
di legno.

Gli italiani come Mastro Geppetto lasciano la sedia solo
per riempire il mondo di Pinocchi con alterne vicende.

Ne sono esempi il Gatto e la Volpe nelle diverse aree
della corruzione, e il Grillo parlante assiduo abitatore
della casa di Geppetto, e ora, stanco di vivervi qui rinchiuso
preferisce il viaggio da Nord a Sud dell'Italia, isole comprese,
per vendere capacità e produrre vie realistiche per un futuro
migliore.

Occhio di riguardo va alla Fata turchina del passato che perdona
Pinocchio, e protegge il presente perché è ispiratrice di scelte
migliori, che realizzano una svolta morale, quella svolta che ha
salvato l'incorreggibile Pinocchio, e che potrà salvare la tanto
smagliante Italia.

domenica 16 ottobre 2016

FIDUCIA DA RICONFERMARE

Gli stress test hanno superato il forte scoglio
che li opprimeva.

Quattro su cinque banche hanno superato
l'esame di massimo rischio, ciò significa
che a pensare positivo diventa opportunità
per il futuro.

E' fiducia proveniente dalle banche internazionali
sul maxi-aumento di capitale e gestione delle sofferenze
in zona Siena.

Gli interventi proposti impongono massimo
rigore e vigilanza se vogliono recuperare redditività
e allontanare le speculazioni, giusto per migliorare
il modello di business delle imprese bancarie
in un clima di trasparenza ed efficienza.

Così in Italia l'economia riprenderà il suo vigore,
e diminuirà la pressione del disagio sociale,
stimolando in positivo il Pil mandato alle ortiche
per dieci punti, e un quarto della produzione
industriale.

Ridurre il periodo di crisi e allontanare
la fragilità del sistema rappresentano i punti focali
per far emergere un nuovo risorgimento nel campo
della crescita e della tranquillità del sistema.

Si cancellano, così, inquietudini, diseguaglianze
che minano la fiducia e la realizzazione
di un futuro migliore.

giovedì 6 ottobre 2016

STRESS TEST E CULTURA FINANZIARIA

BUIO  IN  FINANZA! L' IGNORANZA PAGA

Stress test in finanza bancaria.

Con risultati anche positivi, ma, comunque,
l'educazione finanziaria rimane fanalino
di coda nel nostro Paese, in particolare,
tra i giovani che non hanno ancora chiaro
il funzionamento dei meccanismi di economia
e mercati.

Manca, dunque, quella alfabetizzazione finanziaria,
l'abc della finanza, che procura un po' di conoscenze
per evitare quei rischi sempre presenti in questa
economia allo sbando.

L'alfabetizzazione finanziaria raggiunge solo il 27 per cento
degli italiani, e così ci accostiamo al Brasile (35 per cento),
mentre il Sud Africa ci fa le scarpe con il 42 per cento.

Coinvolgere i giovani in quest'area significa dotarli di quella
cassetta degli attrezzi, indispensabili per prendere consapevolmente
le decisioni d'investimento che segneranno la loro vita.

Se non si raggiumge questo obiettivo finanziario,
anche il salto generazionale incontrerà forti limitazioni.