sabato 8 novembre 2014

BERLUSCONI PASSERA' ALLA STORIA?

Nella soluzione dei problemi c'è sempre
un'ipotesi e una tesi.

Immaginavo la frattura tra i due capi,
uno dei due ex.

Gli incontri avvenuti e quello attuale
non mi hanno mai convinto.

Forse, pericolosi, vorrei dire!

Il giovane Renzi, ricco di energia
e voglia di fare, il secondo che si professa
consigliere per una buona Italia,
ha ben in mente qualche altra possibilità.

C'è un presidente Napolitano in perfetta
forma, ma stanco che intende entro breve
togliere il disturbo (come già promesso
in passato), e passare la mano.

L'ex cavaliere è ben felice di stringerla.

Mah, verità o menzogna!

Mi sa che l'ex premier passerà alla storia,
non come un faraone egizio come ama
paragonarsi, ma come un personaggio
che vuole titolare un'epoca, già partita
nel '94, e che si chiama "Una Storia Italiana"   

lunedì 3 novembre 2014

CAOS E CALMA!

In un clima così infuocato per nuove
riforme è piacevole sentire Renzi e vedere
la sua calma, da un proscenio all'altro
senza un pezzetto di carta in mano
che lo conduca nel suo flusso di parole.

Di converso c'è un Landini, vecchia firma,
che sembra un motore a scoppio che sta
arando il suo campicello dal Centro nord
al Sud nella speranza di nascondere sotto
le zolle la tanto auspicata fiducia, che il premier
è certo di ottenere per le sue riforme.

Confindustria e Fiom in completo disaccordo.

E la Piazza è l'unica via per rendere fiducia
al popolo.

Nel caos attuale c'è Berlusconi che sale
in pedana per convincere la sua forza politica
a mantenere la calma, aprire congressi e raccogliere
voti.

Per lui il futuro è certo.

Sua altezza reale da furbo pensa:
" Nulla è più penoso del rimanere
in contrasto con qualcuno con cui si sarebbe
desiderato di agire in accordo."

venerdì 31 ottobre 2014

SLANCI E TENACIA

Apprezzo la lucidità mentale di Berlusconi.

Sempre più vivace e sicuro di vincere
il futuro.

No alle urne, sì alle urne, sì a Renzi
no a Renzi.

Già pensa al 2018 per ritornare in scena
con una maggioranza compatta, e coesa!

Termine quest'ultimo molto usato dall'ex
premier.

Mi sa tanto di besciamella pronta per l'uso
per un pasticcio di funghi da offrire come
coupon ai simpatizzanti di Forza Italia
impegnati a creare nuovi circoli a a sventolare
bandiere colorate per una futura vittoria.

Anche il metodo "coupon" è utile per far cassa
in periodi di crisi.

Già pensano alla vittoria proponendo  riduzioni
di tasse ovunque, in un clima di reintroduzione
dell'Ici ora Imu o Tasi.

Al via dunque ad una dialettica nuova che vuole
coinvolgere gli elettori per una nuova sfida,
in attesa, però, di una legge elettorale che non
vede luce, ma è addormentata in una nebbia
autunnale sempre più densa.

Il Caro Berlusconi è alle prese con un grappolo
d'uva dolce e maturo, colpito da un raggio di sole
che abbaglia le sue attese, e fa cadere la volpe
nei suoi tentativi.

E' pur vero che ciò che conta nell'ideale
sono gli slanci, mentre nel reale a contare
è la tenacia.

E' il pensiero libero di Berlusconi.

sabato 25 ottobre 2014

APNEA DA CRESCITA!

PUBBLICATO NEL MATTINO DI PADOVA
del 26 Ottobre 2014

Ripetutamente si parla di crescita in un'economia
allo sbando, provocando sconforto generalizzato
tra cittadini e imprese.

Siamo alle corde se non vi sarà un tocco magico
che benedica l'Eurozona.

Emergenza euro e sconforto nella crescita!

Bisogna correre urgentemente ai ripari
altrimenti i Paesi creditori e i Paesi debitori
rischiano l'insolvenza se si continua a vivere
in apnea da sviluppo.

Attacchaimoci deflazione e recessione in attesa
di un lungo inverno che si presenterà in piena gelata.

Allontaniamoci da questi brutti discorsi e cerchiamo
la via della salvezza.

I Paesi del'Eurozona sono in continua sofferenza,
i dibattiti di questi giorni ne sono la dimostrazione.

Mettiamo dunque in atto riforme strutturali solide
che ora stanno latitando in Italia, Francia e un po'
dovunque, riforme che rappresentano un anello
fondamentale per costruire una crescita che sia
dinamica e duratura.

Il rigore applicato finora ha prodotto recessione e
aumento vertiginoso dei debiti sovrani.

Se non vogliamo vivere in una congiuntura
economica dall'aspetto sempre negativo e turbolento,
cerchiamo di rendere morbide le regole per invertire
la tendenza, e non cullarsi nell'anemia da crescita
perché in tal caso non c'é farmaco che possa curare
questa lunga malattia.

domenica 19 ottobre 2014

BISOGNA CAMBIARE PARADIGMA...!

PUBBLICATO NEL MATTINO DI PADOVA
DEL 19 OTTOBRE 2014


Non riusciamo ad archiviare il modello economico
in essere, che racchiude miscela esplosiva:
un modello che presenta solo declino economico,
speculazioni finanziarie, una produttività ridotta
all'osso e in mano alla maggioranza delle imprese,
e poi vecchi risparmi familiari che finanziano
consumi impoveriti.

Viviamo una società diseguale, frammentata,
e pure disordinata.

E così si applica l'austerità per arginare
l'esplosione.

Purtroppo è una strada che non condivido
perchè mette e a rischio povertà milioni
di europei piuttosto che nazionalizzare
per un certo tempo la parte meno sana
del sistema finanziario.

Quel canale che dal 2007 ci ha portato
nella crisi attuale.

In breve la caduta forte del Pil, il crollo
del benessere, qualità della vita compresa.

Così si viaggia in una lunga depressione,
quasi un decennio perduto, colpito pure
da continui suicidi e forza occupazionale
allo sbando.

E' un'economia stagnante, economia che non investe,
con fabbriche chiuse, altre ai minimi della produttività.

Una percentuale del cinque per cento che è al riparo
di qualche privilegio, mentre la restante parte non riesce
a trovare un cambio di paradigma, un nuovo modo
di vivere e produrre.

In questo disordine dobbiamo di forza inventarci
un futuro per evitare quella miscela esplosiva che
procura danni irreversibili.

Si auspicano utili condizioni per una società
sostenibile per realizzare un futuro diverso.

Il brutto è che manca un serio dibattito politico,
e se c'è, è ben nascosto.

domenica 12 ottobre 2014

SI CICALA SUL TFR.....

......LA  FORMICA  E'  TRISTE!

E mettono le mani pure sul TFR.

Un TFR di fine rapporto che viene erogato
in anticipo mi sa tanto di barzelletta, come
gli ottanta euro estivi....pure tassati.

E allora togliamo la "F" alla sigla che lo qualifica,
giusto per non renderlo ridicolo.

La funzione e il fine del TFR rappresentano
da sempre un salvadanaio utile da realizzare
alla fine del rapporto di lavoro per il meritato
riposo.

Erogarlo in anticipo mi sembra una patacca grezza, 
e di poco valore, che distrugge risparmio futuro accumulato
per agevolare la leva dei consumi attuali e realizzare
la tassazione a favore dello Stato.

"Tentons" dicono i francesi quando giocano
al tavolo verde!

E così stiamo tentando di applicare pezze al presente
per realizzare crescita e aumento di risorse future.

C'è un detto che sollecita a realizzare "un uovo oggi
che una gallina domani".

Io sono per la gallina, un salvadanaio con le penne
che racchiude punti di forza per un domani sereno.

Un salvadanaio che racchiude risparmio forzato
e che sarà utilizzato nel bene, me lo auguro!

Se le previsioni sono negative, rappresenta sempre
un punto di forza che ci renderà indipendenti,
e ci darà la sicurezza di procedere con le proprie forze.

martedì 7 ottobre 2014

QUE SARA' SARA'!

La crescita economica è un fenomeno complesso
e affascinante, con ali delicate come una farfalla
e con la forza dirompente pari ad un elefante.

Investe le condizioni materiali di vita di un Paese,
ma anche gli aspetti sociali, civili, culturali
che caratterizzano l'organizzazione di una società
(proprietà, ambiente, giustizia efficiente, bassa
criminalità, e perchè no il tanto discusso articolo
18 che tanto fa tremare il nostro boy scout).

Sotto questo profilo non solo devono operare
leggi di mercato e dell'efficienza, ma anche regole
che facciano partecipare tutti al successo della crescita.

Niente di tutto questo si sta presentando all'orizzonte
italico. Una novena è d'obbligo per pregare Lawrence
Klein (Nobel per l'Economia 1980) che ci preveda
qualcosa.

A prevedere come andranno produzione e consumi,
occupazione, investimenti e deflazione.

A prevedere, insomma, - l'anno prossimo e quelli
a venire - dove andrà a parare l'attività economica.

Caro Klein siamo stufi di aspettare, la crescita
non arriva, e i nostri governanti stanno cercando
con il lanternino un modello di sviluppo che porti
serenità.

Mi sa che il Nobel lo doveva pigliare anche Doris Day, 
che con la sua canzone "Que sarà, sarà" (vedi you tube)
ci dava un consiglio di alto livello: quel che sarà, sarà.

Cari lettori non arrovelliamoci su quel che può succedere!
Il futuro è incertezza, un'incognita a cui nessuno
può scampare.

Ci convincerà, tra poco, il bravo Renzi,
che già possiede nella manica la carta
vincente di ogni agire economico.