mercoledì 15 giugno 2016

LA FURBIZIA VIAGGIA INDISTURBATA IN UNA SOCIETA' POCO CIVILE!

LA  COSA  PUBBLICA
"BENE  COMUNE  E  UNA  SOCIETA' DI  FURBETTI"

Già pubblicato nel Giornale di VI dd. 30 maggio 2016

Non passa giorno che la società civile
si dimostri poco civile per la presenza
di furbetti che approfittano della "cosa
pubblica" per i propri interessi.

Dal più generico caso della signora
che usava il contrassegno disabili
della parente morta dodici anni fa,
e scoperta mentre tentava di trasferirlo
nella sua nuova macchina.

Un tagliando obsoleto utile per il futuro.

Oppure dei 2500 poveri beccati in una Asl
nazionale che pretendevano prestazioni
gratuite.

Esenzione ticket in breve ai danni dei bilanci
sanitari che già soffrono per conto loro.

Sono piccoli casi che navigano spesso
indisturbati da nord a sud.

E poi illegalità diffuse che utilizzano
tessere d'ingresso al lavoro per figurare
presenti colleghi vacanzieri verso lidi
confortevoli o altitudini al fresco.

Si figurano persone per bene che imbrogliano
lo Stato, l'Inps, i Comuni per rubare denaro
pubblico.

Universitari, poi, con macchine lussuose
o altro che pretendono agevolazioni.

Come può sopravvivere uno Stato colpito
da queste illegalità diffuse?

In politica, poi, è una palude.

E allora come possiamo pretendere
che la politica stessa possa e debba
pilotare la società a migliorare?

L'assenza del bene comune rimane utopia,
come la crescita attesa.  

lunedì 6 giugno 2016

L'IMPATTO DEGLI INVESTIMENTI EFFICACI !

LINEE  GUIDA  PER  VALUTARE  L'IMPATTO  SOCIALE !

Vogliamo una finanza innovativa?

Ciò si realizza valutando l'impatto
per investimenti efficaci.

Già emergono nelle imprese modi
nuovi per creare valore condiviso,
giusto per creare soluzioni innovative
a bisogni non soddisfatti: ad esempio
un reddito positivo, un Roe (Return on equity)
capace di remunerare con positività i fattori
della produzione che ogni impresa mette
in ciclo.

Da questa misurazione si comprendono
gli effetti delle attività, indici molto richiesti
per la crescita del mercato.

La conoscenza di questi parametri
facilita le scelte degli stakeholder,
investitori interessati a capire se le risorse
che destinano all'investimento vanno a buon fine.

Tutto ciò si verifica se in economia navigano
fiducia e speranza, valori dell'etica che devono
coinvolgere ogni ambito della vita sociale,
etica politica compresa.

Nasce così un modello nuovo,
privo di ipoteche future che danneggiano
solo opportunità di vita.

E' il modello che vogliamo!

venerdì 27 maggio 2016

LA FORTUNA E' CIECA!

Pubblicato nel Gazzettino di Padova del 7 maggio
2016 e nel Giornale di Vicenza dell'8 maggio 2016

La crisi comprime economia e famiglie.

E così il gioco d'azzardo trova il suo spazio
in slot machine e quant'altro per realizzare
una possibile fortuna che nel gioco i deboli
perdono.

Statistiche recenti confermano quanto
in auge sia la speranza di vincita che nel calcolo
probabilistico tende allo zero.

Nell'Italia del declino economico della disoccupazione
a livelli molto alti, dei consumi ridotti al lumicino,
una sola impresa non conosce crisi: quella del gioco.

Strada facendo si prosciugano le tasche degli individui
senza centrifuga o un raggio di sole.

E si discute su slot machine, sì o no,
innocue macchinette piazzate nei bar,
che da sole raccolgono circa la metà
della cifra totalizzata da tutti gli altri giochi
messi insieme ( lotto, superenalotto,
gratta e vinci, win for life, skill game compresi).

In queste attività sorridono i monopoli
e le concessioni per gestire i giochi.

La politica, poi, gioca al ribasso
per favorire una pressione fiscale al 4%,
similare alla tassazione sui generi di prima
necessità.

La smania del gioco, poi, convince a rimettere
nel circuito del gioco eventuali vincite,
rendendo sempre più poveri coloro che attendono
nel colpo di fortuna per mutare la propria condizione
di vita.

Giocatori patologici che amano il brivido della scommessa
e alimentano gli ingressi nelle case di cura specializzate
nella dipendenza da gioco, patologie curabili con costi
aggiuntivi.

E' una quadro allarmante che procura danni
in area anziani, giovani e meno giovani,
vittime della scimmia da scommessa.

E' da augurarsi che opportune azioni
di contenimento tendono ad arginare
questo brutto tarlo che manda in rovina
famiglie e sistema economico.

mercoledì 18 maggio 2016

ACCOGLIENZA SI', BARBARIE NO! BLOCCO DELLE FRONTIERE?

E' doveroso lanciare un appello di emergenza
ai concittadini, governanti nazionali e
internazionali, al Parlamento europeo, nonché
alla Corte europea dei diritti dell'Uomo e all'Alto
commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

Il problema è notevole, si sa, ma una voce accorata
deve sconfiggere chi urla contro i migranti.

Hanno bisogno di aiuto e la repressione minaccia
le loro vite e il loro avvenire in un esodo pericoloso
e di sangue.

I governi sono incapaci e non riescono a mettere
fine alle cause dell'esodo (e spesso lo aggravano).

E per questo non sono esonerati dal dovere
di soccorrere e di accogliere i rifugiati per rispettare
i loro diritti fondamentali che con il diritto di asilo
sono iscritti nelle dichiarazioni e convenzioni che fondano
il diritto internazionale.

Bisogna valutare con realismo la situazione, spiegarla
alle opinioni pubbliche, e organizzare quella solidarietà
capace di superare gli egoismi.

Nemmeno la minima ripartizione dei rifugiati
viene accettata, accelerando quella violenza
che mina la coscienza e i diritti fondamentali
dei rifugiati.

Evitiamo lo scandalo degli annegati, e leggiamo
con sentimento gli accordi di Dublino che prevedono
il rinvio dei migranti verso il paese d'entrata.

Tali accordi devono essere sospesi e rinegoziati
per facilitare un nuovo tessuto legislativo,
ricco di sentimento e utile buon senso.

Una legge che sia espressione di civiltà.

mercoledì 11 maggio 2016

GALAN SUBITO SANTO!

A PROPOSITO DEL DOGE E DELLA VANVERA!

Pubblicato nel Mattino di Padova del 30/04/1916

Galan ha tentato di glissare per evitare
di mollare la vanvera, quella vecchia
sedia con il buco che ha prodotto
un danno notevole nel Mose veneziano,
e un vero reato prima del patteggiamento
della pena.

Purtroppo la sua decadenza  è avvenuta
in applicazione di una norma post patteggiamento,
ma severa nella sua applicazione.

Grazie Severino di aver prodotto una legge,
si da bloccare onorari e stipendi, flussi
generosi che i Doge ha continuato ad incassare.

Meglio tardi che mai, e un secco si alla decadenza.

Gli subentra Secco, sempre figlio di quel filone
che dal 1994 produsse Galan e amici,
nella speranza che il suo ingresso sia più produttivo
per il sistema.

E' andata per le lunghe, ma comunque un risultato
c'è stato. Così dalla Rodella si passa ad altra dimora.
giusto per realizzare un contributo economico
a copertura del danno subito.

Mi auguro che la Corte europea non sia generosa
sulla decadenza in esame, e non promuovi il Doge
sugli altari della santità.


giovedì 28 aprile 2016

IL NOSTRO PAESE NAVIGA IN UN ANELLO DEBOLE

Si viaggia su una stagnazione secolare.

E chi paga il conto?

Le recenti stime dell'OCSE presentano
una crescita in discesa. Un Pil asmatico
è pure presente in economie emergenti
che stanno rallentando in modo vistoso.

La riduzione del prezzo del petrolio non ha portato
benefici, mentre i bassissimi tassi di interesse
accompagnati da un euro debole non favoriscono
lo sviluppo degli investimenti.

In aggiunta ci sono notevoli sofferenze bancarie
che restringono il canale creditizio così la politica
monetaria viene interrotta nel suo flusso strozzando
il sistema economico.

Con queste previsioni il "cavallo non beve",
e cade la speranza renziana messa in auge
nella spending revieu.

Il coordinamento globale sta perdendo
tempo dietro ai luoghi comuni,
quali le riforme strutturali, il risanamento
dei conti pubblici, e non insegue la via adatta
a garantire una domanda adeguata a livello
globale.

Avvitare l'inflazione verso il basso significa
dare spazio ad una stagnazione già presente
in altri tempi causa una crisi globale prodotta
da politiche troppo liberiste che hanno
cavalcato le scorribande della finanza.

Evitiamo gli slanci ideali, e contiamo
sulla tenacia per rafforzare ciò che conta
nel mondo reale.

lunedì 25 aprile 2016

MANCA IL TRICOLORE A SAN PIETRO IN GU

Pubblicato in tutti i quotidiani dd. 25 04 2016

Nella ricorrenza del 71° Anniversario della Liberazione
manca il Tricolore nel palazzo municipale.

Già da tempo è sparito ad opera
della sindaca Bassi, e sostituito 
da un lenzuolo bianco per contestare
un eventuale accorpamento del comune
con altro comune.

Il verde paesello non supera i 5000
abitanti, e dunque è possibile in futuro
la sua fusione con altro comune.

Ben venga la nuova legge, chissà
che un raggio di sole possa cancellare
quel denso torpore presente a San Pietro in Gu.

Purtroppo il paese va spegnendosi giorno
dopo giorno ad opera di una amministrazione
lenta, incapace a governare e bloccata 
da una miopia mentale.

L'uomo ligio alla legge crede sempre
di essere più nobile e potente di quanto non sia.