mercoledì 15 febbraio 2017

METTERE LA TESTA TRA LE NUVOLE

POLITICA " GLI  ATTACCHI  DI  SALVINI"

Già pubblicato nel Gazzettino dd. 13/02/2017
e nel Giornale di Vicenza  dd. 14.02.2017

Mettere la testa tra le nuvole è la commedia
di ognuno di noi.

Talvolta è conveniente per uscire dai rumori
prodotti dal tempo.

E' un vantaggio terapeutico in sede di stress,
di superlavoro, di conflitti o quant'altro.

Ad un patto, però, di non esagerare perché
altrimenti si passa da parte di mister struzzo
quando si vuole ignorare cose o situazioni
di notevole gravità nascondendo, all'avvicinarsi
del pericolo, la testa sotto la sabbia.

In qualche occasione è conveniente.

Importante è non abusarne.

Perché, a volte, uscire allo scoperto si rispetta
il "valore" della verità nella sua splendida
accezione.

Non è così per Salvini e Meloni!

Ci sono dei limiti da rispettare, e uscire
dalle righe si brucia la democrazia
che è il faro che illumina la civile convivenza.

I due leader sopra citati attaccano quotidianamente
migranti ed euro.

E vogliono dimostrare che viviamo
in un fallimento sempre più evidente.

A Coblenza, il Salvini leader, smantella
l'euro per una soluzione più ordinata
del sistema.

Usa un potere forte, ed è convinto
che la vittoria è alle sue porte.

Oggi, dice Salvini, soffia un vento di libertà.

La troppa libertà che lui pretende, lo porta
all'isolamento che blocca le coalizioni
e lo isola in un deserto, zona fertile per nascondere
la testa sotto la sabbia, e dire addio alla sua democrazia
priva di qualità.

E per fortuna che la sabbia c'è!

venerdì 3 febbraio 2017

SI PENSANO SOLUZIONI AI GROSSI PROBLEMI BANCARI!

Sofferenze e "bad bank" preoccupano il sistema.

Ciononostante economisti e governatori
affermano che il quadro generale è rassicurante,
però serve una soluzione di sistema.

E siamo punto a capo!

Correggere gli errori del passato
facile non è, produrre processi concreti
di ristrutturazione per realizzare una redditività
soddisfacente rappresenta uno scoglio difficile
da superare.

Le banche navigano su insolvenze e crediti deteriorati,
i risparmiatori su perdite dei loro risparmi.

Si parla di crediti non più recuperabili per 90 miliardi
di euro, pari al 4,8 per cento dei prestiti, un valore
fortemente elevato nel confronto europeo.

E si pensa di passare questa zavorra di crediti
deteriorati a operatori specializzati e protetti
da un santo di grossa cilindrata.

Qui si pensa alla istituzione di una "bad bank"
di sistema protetta dal sostegno pubblico,
ovvero lo Stato.

Mi convince sempre di più che le banche
devono ripensare una seria ristrutturazione
se vogliono creare valore.

Il loro rendimento annuo attuale (Roe = return on equity)
è sceso all'1,4%, i costi operativi bancari superano il 6%,
e l'ottimismo futuro è difficile da catturare!

martedì 31 gennaio 2017

TRUMP PER UNA VISIONE DEL MONDO

Già pubblicato nel Gazzettino dd. 26/01/2017

Al via la costruzione vincente 
secondo D. Trump.

Da evitare la rottamazione prevista
dal 45° presidente degli Stati Uniti.

E' in essere da qualche giorno
il trumpismo che coinvolge l'America
e si abbatte sui leader del vecchio
continente in un momento di massima
crisi.

Prevale una medaglia con due facciate
completamente diverse e coinvolgono
la Nato, la globalizzazione, in uno scontro
continuo come non era mai avvenuto dal 1945.

In America si impone una visione del mondo,
globalizzazione compresa, che è opposta
a quella dei leader europei.

Ne consegue una crisi di identità nazionali
e diseguaglianze economiche che fanno soffrire
i valori democratici e i rapporti commerciali
mandando così in soffitta pace e prosperità.

Dobbiamo risolvere la crisi economica
se vogliamo un'Europa unita costruendo
spazi economici forti in cui tutti i cittadini
possono ritrovarsi.

L'Europa non deve essere discarica
di errori compiuti da leader troppo
nazionalisti, trasformando, così,
vecchi sogni in incubi, e quest'ultimi
generatori di mostri.

sabato 14 gennaio 2017

ALTRA SPINA: LA DEFLAZIONE

La spina che blocca la crescita

Già pubblicato nel Gazzettino di Padova dd. 08.01.2017

L'economia viaggia con una ulteriore spina
che pizzica lo sviluppo e blocca la crescita.

 Ritorna alla ribalta dopo 60 anni la deflazione,
che procura un abbassamento del livello generale
dei prezzi.

La domanda è debole, e per ravvivarla si abbassano
i prezzi, un salvadanaio o risparmio per i compratori.

Il tutto diventa un freno nella spesa di consumatori
e aziende, che sono incentivati a posporre gli acquisti
di beni non indispensabili con l'aspettativa di ulteriori
cali di prezzi.

Si innesca, così, una spirale negativa che rottama
il sistema già colpito da disoccupazione e scarsa
voglia di investire a danno della creatività.

Quest'ultima è una combinazione di fluidità, di flessibilità,
di originalità, che in  deflazione blocca gli schemi di pensiero
e nuovi percorsi produttivi capaci di soddisfare le esigenze
degli individui e delle imprese.

Il tunnel della deflazione soffoca l'economia
e l'espansione tanto attesa.

giovedì 5 gennaio 2017

ECONOMIA E CRISI. VEDO UN GRIGIO SCENARIO

ATTENDIAMO  UNA  CRESCITA  SANA

Già pubblicato nel Gazzettino dd. 03/01/2017

C'è un forte desiderio di una crescita sana
sotto ogni profilo, accompagnata da un mix
di misure strutturali e mirate che diano
rilancio ad investimenti e posti di lavoro.

In aggiunta un flusso europeo di finanziamenti
produttivi che possa stabilmente sostenere la crescita.

E' uno scenario decisamente grigio quello attuale,
punteggiato dalla cronica scarsità di risorse dello Stato italiano,
minacciate da un debito pubblico in crescendo
(2.223 miliardi di euro).

Mancante è il linguaggio della verità, pietra preziosa
che produce quell'azione di governo necessaria
per rimuovere gli investimenti pubblici e privati,
e poi quel coraggio utile per uscire dal cabotaggio
e di dire con chiarezza che non sono più possibili
scambi elettorali (sempre sbagliati), per costruire
con lungimiranza il futuro del Paese.

Gli organi al comando devono occuparsi
di cose serie per il bene dell'Italia.

Tutti devono fare la loro parte, imprese comprese,
affrontando con sicurezza, innovazione, credibilità,
solidarietà e buona flessibilità.

L'esecutivo deve pensare alla mancata crescita
per maturare consapevolezza che permetta di rendere
effettivo questo pensiero virtuoso.

Una navigazione agevole produce le misure
strutturali capaci di far competere il sistema
con il resto del mondo.

Che il discorso del Presidente Mattarella
di fine anno abbia una grossa presa 
di cemento costruttivo per il futuro del Paese.

martedì 27 dicembre 2016

LA CRESCITA ECONOMICA NON SI PUO' FARE SENZA IDEE

Pubblicato nel Gazzettino dd. 23/12/2016
e nel Giornale di Vicenza dd. 24/12/2016


Viviamo in una situazione delicata
sia in politica che in economia.

Il conflitto politico in essere porta sempre
scompensi in questo periodo di transizione
politica.

Manca un vero piano organico
per l'economia.

Il Paese ha bisogno di rilancio,
di un'agenda a medio termine,
raggiungibile solo attraverso un intervento
organico di politica economica.

Tutto si verifica in positivo se all'attenzione
del Paese si pone rilievo alla questione
industriale.

Se in questo viaggio inseriamo una buona
legge elettorale e un occhio di riguardo
all'economia reale possiamo raggiungere
un grado di certezza nel futuro.

E uno sforzo che bisogna fare per non generare
ansie e inquietudini.

E così arriva il "pensiero positivo" che come
un lampo libera idee nuove.

Senza una soluzione non esiste
proprio niente.

Chi innova conquista opportunità
e realizza futuro.

E' una questione di sostanza,
è una sfida per il Paese.

La crescita non si fa senza idee.

mercoledì 14 dicembre 2016

SVELIAMO QUALCHE TRUCCO AL NUOVO GOVERNO

Già pubblicato nel Giornale di Vicenza
e Gazzettino del 14 dicembre 2016

Gentile Gentiloni,

il suo ingresso da premier porta speranza in questa
Italia divisa e bisognosa di ricette indispensabili
per far ripartire l'orologio della ripresa.

Cerchi di oliare bene gli ingranaggi
di questa misura del tempo e faccia cadere qualche
goccia salutare su questa Italia che ha bisogno
di ripartire in questa crescita stagnante di valori
ed economica.

Attendiamo investimenti veri sotto ogni profilo,
e reddito minimo per tutelare chi è sempre escluso.

Olio santo ci vuole per comprimere
il debito pubblico sempre presente nel nuovo
governo, debito che collassa annualmente 85 miliardi
di euro solo per gli interessi sul debito.

Il debito, in quanto colpa, va saldato, ed educare
le generazioni a scuola affinché prevalga la trasformazione
dei giudizi sull'apprendimento in "debiti" e "crediti"
è una necessità.

Il credito è un'idea di affidabilità che ha origine
da operazioni reali.

E infine, conviene puntare sulla piena occupazione
e come siamo abituati a concepirla è una strada
perdente.

I voucher nel sistema ne sono la dimostrazione!

In questo quadro è importante anche la qualità
del lavoro, cioè quel complesso di competenze
per acquisire e mantenere il proprio posto di lavoro.

Auguro al nuovo esecutivo, buon lavoro!