giovedì 15 giugno 2017

ALLA RICERCA DI UN'EUROPA IDEALE

Occorre concretezza per produrre
l'Europa ideale.

Le celebrazioni per l'anniversario dei 60 anni
dell'europa libera hanno rinnovato le promesse
per ridurre il senso di distanza dal progetto
europeo.

Un nuovo nazionalismo si affaccia alla finestra
europea e a questo punto non possiamo
limitarci ad una celebrazione retorica,
ma convincere e rasserenare gli animi
in un progetto che ravvicini l'Europa
ai cittadini risolvendo concretamente
i loro problemi.

Stop ai populismi, al via la promozione
dell'Europa dei fatti!

Se si riduce la disoccupazione e si governa
con saggezza i  flussi migratori, garantendo
sicurezza e tutela dell'ambiente, si produce
un passo da gigante per una nuova promozione
europea.

Serve coraggio e responsabilità se vogliamo
raggiungere soluzioni comuni che rassicurino
un proficuo interesse di crescita economica e morale
per il popolo europeo.

Così nasce un'Europa aperta con accordi
commerciali moderni che intensifichino
la cooperazione internazionale su un libero
scambio basato su regole certe e promettenti.

mercoledì 7 giugno 2017

TUTTO PUO' SUCCEDERE IN AULE DESERTE

Esame di maturità anche per la legge
elettorale.

Si lavora fortemente per farla passare
modificandola nelle sue angolature
e per renderla snella e convincente.

A tal proposito interviene il senatore a vita
Giorgio Napolitano che con la sua autorevolezza
per età e capacità tenta di bloccare l'arrampicata
dei quattro partiti nel loro intento e potere.

Napolitano vede solo convenienze da parte dei leader
in esame, e condanna fortemente il voto anticipato
simbolo di arroganza politica, anche se il leader Renzi
che con il suo fare lean vuol convincere che la legislatura
in essere arriverà al suo traguardo finale nella prossima
primavera 2018.

E io dico: "Se son rose, sbocceranno".

Si gioca, pure, sui dati economici forniti dall'Istat
che presentano soddisfazione e crescita.

Il Pil si muove al rialzo, e io dico che tante cose si alzano
e si abbassano nel tempo.

Pensiamo alla legge di bilancio che può essere
travolta da eventuali elezioni anticipate.

E ai partiti leader rivolgo questa massima:
"Quando una cosa non mi piace, o la tralascio
o cerco di migliorarla".

giovedì 1 giugno 2017

I PROFUGHI A SAN PIETRO IN GU

A San Pietro in Gu permane un forte accanimento
contro i profughi presenti all'hotel Pacifico
del verde paesello.

Secondo la sindaca Gabriella Bassi il numero
dei profughi (47) eccede la legalità e toglie
con destrezza operativa l'agibilità dell'hotel
incriminato.

La sindaca usa il suo potere per far contenta
la Lega e disturbare l'animo di chi non la pensa
come lei.

La proprietaria del Pacifico conferma
che il numero di ospiti presenti raggiunge il 48,
e carte in mano, vuole dimostrare che no ha
raggiunto il numero 50 ovvero il massimo
consentito.

La proprietaria chiede un dibattito pubblico per smentire
la leghista con documenti approvati dalla USL Euganea,
Vigili del fuoco, e quant'altro.

La proprietaria conferma, pure, che non è in possesso
del documento di inagibilità a tutt'oggi non ricevuto.

Come mai un tal accanimento?

Non può ritenersi cristiano chi agisce in tal modo.

Così la sindaca perde la qualità di leader
e così pure la qualifica del Who's who in Italy
(Chi conta in Italia) e nel verde paesello.

Mi auguro che in questo triste problema
emerga la verità così si smascherano personaggi
vuoti, che galleggiano solo per intrighi e menzogne.

A QUANDO LA VERITA' ?

venerdì 19 maggio 2017

SOLO LA CRESCITA CAMBIA IL SOGNO DEL NORDEST

La sensazione è che ci sia una maggiore
comprensione e consapevolezza che bisogna
fare di più per rafforzare il nostro Nordest,
Europa compresa.

Solo la crescita può dare risposte alle disuguaglianze
e creare occupazione vera.

C'è un forte bisogno di posti fissi.

Questi cancellano povertà, disuguaglianze
e populismo.

Manca una politica industriale forte,
mancano stimoli su investimenti pubblici
e privati per creare nuovo lavoro.

Anche l'aspetto sociale va rafforzato,
giusto per far nascere occupazione vera,
che si ottiene solo rendendo le imprese
più forti, innovative e competitive, così
si può avere una nuova visione del futuro.

Il made in Italy è debole e affossa
il Nordest, a suo tempo fiorente e unico faro
che illuminava questa ampia zona ricca
di aspettative.

Ora permane il timore, e l'incertezza politica
preoccupa e amplifica il rischio procurando
un passo indietro nella sfida globale.

Con una competitività ben realizzata la sfida
si può vincere.

In tal modo cadono le contraddizioni
e diamo una mano al capitale umano
desideroso del posto fisso e che presenta
un'offerta di giovani preparati e motivati.

lunedì 1 maggio 2017

SONO CONFUSO!

La globalizzazione ci coinvolge nell'autoritarismo.
Meglio la conoscenza che rappresenta la vera forza del Paese.

Viviamo nella confusione, e se sei confuso,
significa che non hai capito nulla.

E' importante la conoscenza in questa sfida
che diventa globale.

Sfida significa fare i conti con questa globalizzazione
imperante e senza limiti, che porta con sé il dna dell'autoritarismo.

Lo conferma, pure, Romano Prodi nelle sue permanenze
fuori confine, e ci invita alla concentrazione intellettuale.

Un invito viene rivolto all'educazione culturale per rendere
fertile l'audacia, lo spirito critico, la creatività e una buona dose
di aggressività per meglio catturare il sapere.

La compattezza di idee migliora la visibilità
con i suoi punti di vista capaci di migliorare qualsiasi
organizzazione, strategie comprese.

Sapere ascoltare e agire concretamente ti porta sintetizzare tutte le idee
in un valido spartito, utile per cancellare la confusione e sentire
della musica.

Comunicare è natura; ascoltare ciò che comunicano gli altri,
così per come lo fanno, è cultura.

In questa confusione solo la conoscenza può vincere
per difendere per difendere la nostra curiosità di sapere.

mercoledì 12 aprile 2017

LA FLESSIBILITA' SCONOSCIUTA

Già pubblicato nel Gazzettino Del NordEst
dd. 12 Aprile 2017 pag. 18

L'anno appena trascorso è stato per l'economia
italiana un anno difficile.

Alla crisi valutaria, economica, dei mutui
del 2008, e chi ne ha più ne metta, l'incertezza
è dilagata nell'atteggiamento delle imprese,
e di sfiducia nel comportamento delle famiglie.

La caratteristica che contraddistingue questa
recessione è rappresentata dalla flessibilità,
intensa e prolungata dei consumi.

La caduta dei consumi ha trascinato con sé
quella del reddito nazionale, di conseguenza,
anche il risparmio globale è diminuito.

Il reddito effettivo, in termini reali, e le aspettative
di reddito futuro hanno risentito dell'inasprimento
della pressione fiscale che non ha agevolato il costo
dei prodotti, e così pure una flessione del deprezzamento
dell'euro, e della caduta dell'occupazione.

Queste fasi cicliche recessive hanno peggiorato
la consistenza del risparmio, la caduta del reddito
e dell'occupazione.

E' una situazione economica pesante nel suo complesso,
che si ripercuote, pure, nel mercato finanziario, come
dimostra la diminuzione intensa e prolungata dei tassi
di interesse.

Viviamo un'incertezza diffusa e la persistente debolezza
della domanda ha causato il rallentamento dell'attività
d'investimento e la diminuzione della produzione industriale.

Con il regresso dell'attività produttiva la leva dell'occupazione
è scivolata al ribasso, producendo conseguenze negative
sulle prospettive di sviluppo equilibrato dei redditi
e sulla crescita stabile dell'economia italiana.

In questo contesto invito a fare un esperimento
mentale e assegnare un valore al termine "flessibilità",
che secondo il mio pensiero rimane un concetto
sfuggente e difficile da ricondurre alle ordinarie
categorie impiegate nell'economia d'impresa
e nell'economia tout court.

martedì 21 marzo 2017

ECONOMIA DELLA CONOSCENZA

Seguiamo due binari per definire l'economia
della conoscenza: il fatto ovvero il sistema
economico e la disciplina.

In questa cornice leggiamo l'economia
della conoscenza, un film che vuol far
conoscere il fattore economico
che è oggetto di consumo, di compravendita
oppure fattore di produzione.

Nel tempo questa rappresentazione ha descritto
un progresso a volte debole, a volte rapido
per effetto di un ozio creativo prodotto
dalla mente umana.

E' il fattore "k" che migliora la formula
o equazione che contiene i fattori della produzione
per effetto del "capitale umano" che nel tempo
rappresenta la vera dote di una nazione.

Questa somma di "ostruzione-saper fare-saper
essere-abilità manuali e intellettuali" spiazza in parte
le risorse naturali che rappresentano in parte la ricchezza
delle nazioni.

Petrolio e idee alimentano il ciclo produttivo
migliorando di conseguenza il Pil di una nazione.

Catturare idee significa migliorare la conoscenza
che diventa bene di investimento che coglie due piccioni
con una fava l'aumento da un verso della capacità
produttiva, e dall'altro riducendo le diseguaglianze
nel processo di distribuzione dei redditi personali.

Realizzare questa formula significa migliorare
l'investimento in capitale umano, nel campo dove l'Italia
è agli ultimi step della graduatoria.