martedì 26 luglio 2016

LA BULIMIA INFORMATICA SPEGNE IL VALORE

Già pubblicato nel Gazzettino dd. 18.06.2016

Si sta esagerando sul versante
dell'utilizzo di strumenti informatici.

In particolare ne abusano i giovani
che quotidianamente sono incollati
a schermi di varie dimensioni e nuove
generazioni, che rivoluzionano le loro
vite.

Non producono più e restringono
la parte culturale in un limbo senza
vie di uscita.

Internet, whatsapp, twitter, facebook
sono sempre presenti nei loro viaggi,
in bicicletta e pure alla guida di un'automobile.

A scuola, invece, non ascoltano la lezione
e seminano sms a manetta, come molti politici
seduti sulla loro vanvera in Parlamento.

Lancio un grido di dolore perché questa bulimia
informatica allontana l'individuo dal contatto
con la realtà, bruciando giorno dopo giorno
il loro pensiero.

E spegne, pure, la comunicazione
procurando scarsi segnali nell'arte
del linguaggio scritto e orale.

Comunicare è natura, ascoltare ciò che
comunicano gli altri, così pure come lo fanno,
è cultura.

domenica 17 luglio 2016

LA FORZA DELL'INFORMAZIONE!

DEMOCRAZIA: "IL DIRITTO E IL DOVERE DI INFORMARSI"
Pubblicato nel GAZZETTINO dd. 17 luglio 2016

Si viaggia in un Paese scarso per la cultura
delle regole.

L'informazione è considerata da gran parte
della classe dirigente un male necessario,
ma simbolo di arretratezza.

Piaccia o no, le notizie sono notizie,
i fatti sono fatti, anche quando si tende
a smentire le opinioni di chi scrive.

E le inchieste sono un dovere civile,
oltre che professionale.

La democrazia si nutre di trasparenza
e confronto, di attenzione e rispetto.

Se c'è trasparenza vi è riconoscimento
del merito, concorrenza e crescita comprese.

Se, invece, viviamo nel buio perenne la regressione.

Desideriamo una società democratica che produca sempre
un'opinione pubblica avvertita e responsabile che produca
ingredienti utili per scegliere sia nelle urne che nella vita
di ogni giorno.

L'opinione pubblica, architrave di una democrazia
evoluta, deve essere composta da cittadini con spirito
critico non da sudditi che se le bevono tutte.

Le opinioni vanno rispettate. Tutte.

sabato 16 luglio 2016

LA SANITA' IN UN VICOLO CIECO!

Si apre un tassello nuovo nella Sanità
nazionale.

A parte i suoi bilanci dipinti di rosso,
il piatto piange sul versante delle prenotazioni.

Lentezza nel concedere appuntamenti, e pazienti
che rinunciano a chiedere prestazioni sanitarie
per mancanza di mezzi liquidi.

Una statistica recente parla di 11 milioni
di abbandoni, un vero disastro nel campo
della sanità.

E mi sorge una domanda: "Come mai questo
salasso da terzo mondo"?

In passato funzionava il "tutto gratuito",
ora la forza monetaria ha sposato il privato,
utile per far cassetta e avere prenotazioni
dall'oggi al domani.

Dico prenotazioni tempestive per avere
un servizio che non sposa la collettività
nel suo complesso, scordando i poveri
e proteggendo solo la fascia medio-alta.

La politica preferisce le urne e i ballottaggi
e scorda la salute, bene da tutelare sotto
ogni aspetto.

Nascere in un'epoca seria rappresenta la fortuna
per ogni individuo.

Oggi, purtroppo, per fare ci vuole talento,
e per il donare ci vuole denaro.

martedì 12 luglio 2016

SCHIAVITU' ECONOMICA CHE BLOCCA LA LIBERTA'

Aspettiamo con ansia segnali di ripresa,
ma, purtroppo, sono ancora in terapia
intensiva perché troppo fragili e bisognosi
di continui flebo per portarli al sereno.

Gli indicatori significativi (mutui, consumo,
lavoro e Pil) dal 2007 hanno avuto un lento
recupero.

Attualmente sono in sofferenza i consumi
di beni durevoli, e la scarsa significatività
si manifesta nella produttività sul versante
delle famiglie e delle imprese.

E' un sistema economico mediocre che ama
il buio per vivere in un letargo perenne senza
luce.

Economisti e analisti prevedono l'uscita dalla crisi
verso il 2020, confermata pure dal fondo monetario
internazionale nel suo recente bollettino medico.

E qui non si riesce a voltar pagina, solo aggrapparsi
ad un triduo di lunga durata pregando santi e madonne
in una rogazione chilometrica ben condita da un canto
corale.

Chissà che la domanda interna e le attività produttive
trovino beneficio dagli sforzi terapeutici e religiosi
che stiamo implementando per liberarci da questa
schiavitù economica che blocca la vera libertà
del saper fare.  

giovedì 7 luglio 2016

LA GIUSTA FLESSIBILITA' DA APPLICARE

Già pubblicato nel Giornale di Vicenza del 5/06/2016

Una flessibilità a tutto tondo viene concessa
in esclusiva all'Italia.

Una concessione di 14 miliardi di euro
è una boccata di ossigeno in attesa
di una manovra autunnale che si presenterà
ardua, e dunque difficile.

E' stato lanciato un guanto di velluto
nel nostro sistema in presenza di un pugno
di ferro espresso da un debito pubblico
(2.228 miliardi di euro) che presenta
giorno dopo giorno una flessibilità al rialzo.

Il termine flessibilità può significare tutto o niente,
perché la capacità di adattarsi in maniera efficace
ed in tempi rapidi alle diverse mutazioni del mercato
è problema arduo da affrontare.

C'è un'equazione economica da rispettare, ricca
di variabili di estrema variabilità, e a raggiungere
la positività resta per il momento solo un pensiero.

Raggiungere obiettivi di serenità economica porta
a far prevalere produttività, efficienza ed efficacia
non facilmente prevedibili nel breve termine, perché
la previsione va a cozzare con la deflazione,
uno spettro poco valutato in sede di implementazione
di strategie iper-espansive nella cura Draghi.

Il problema si risolve se spostando risorse e mezzi
in tempi brevi l'azienda Stato riduce al minimo
dispendio di risorse che il perseguimento dello scopo
sociale richiede.

E poi, se mutano le esigenze collettive, sacrificando
risorse, si rischia di essere espulsi dal mercato.

Una giusta flessibilità è ben difficile da applicare
in base ai principi che regolano lo Stato snello.

Se l'obiettivo autunnale viene raggiunto
l'uovo di Colombo rappresenta il nobel
della flessibilità, felice espediente raggiunto
da Cristoforo Colombo con una semplice
ammaccatura sul fondo di un uovo.

mercoledì 29 giugno 2016

I VOUCHER, UN'ESPLOSIONE STRUTTURALE

Già pubblicato nel Giornale di Vicenza
dd. 24 maggio 2016

Nel sistema economico vi è un'esplosione
di voucher.

Fatto positivo?

Conviene andare per gradi, e verificare
per tappe come il job act ha presentato
il voucher e le sue conseguenze di cambiamento
nel mondo del lavoro e i problemi che ne discendono.

La quantità di questo strumento ha raggiunto
115 milioni di buoni lavoro nel 2015,
una cifra quadrupla rispetto al 2013.

Si rileva così un'esplosione strutturale dei rapporti
e delle forme di lavoro (troppe) realizzata dal governo
Prodi.

si fa ricorso al voucher per una o poche ore
al giorno per garantirsi l'assicurazione (fatto positivo),
ma poi si fanno tante ore in più pagate in nero!

Questa è una triste conseguenza della nuova
innovazione, e a perderci sono solo le casse
dello Stato per l'evasione contributiva che cresce.

Siamo in presenza di un fenomeno tutto italiano:
una legge nata per l'agricoltura stagionale viene
applicata a tutti i settori, pure pubblici,
e utilizzata in campo agricolo solo per il 2%.

Mi preoccupa il governo e l'Inps per i minori
introiti.

Grazie, comunque, al ministro Poletti che vuole
convincere che tutto va capito meglio.

Il fiorire dei lavori in voucher produce
fiori petalosi di notevoli dimensioni
e a carattere esponenziale.

mercoledì 15 giugno 2016

LA FURBIZIA VIAGGIA INDISTURBATA IN UNA SOCIETA' POCO CIVILE!

LA  COSA  PUBBLICA
"BENE  COMUNE  E  UNA  SOCIETA' DI  FURBETTI"

Già pubblicato nel Giornale di VI dd. 30 maggio 2016

Non passa giorno che la società civile
si dimostri poco civile per la presenza
di furbetti che approfittano della "cosa
pubblica" per i propri interessi.

Dal più generico caso della signora
che usava il contrassegno disabili
della parente morta dodici anni fa,
e scoperta mentre tentava di trasferirlo
nella sua nuova macchina.

Un tagliando obsoleto utile per il futuro.

Oppure dei 2500 poveri beccati in una Asl
nazionale che pretendevano prestazioni
gratuite.

Esenzione ticket in breve ai danni dei bilanci
sanitari che già soffrono per conto loro.

Sono piccoli casi che navigano spesso
indisturbati da nord a sud.

E poi illegalità diffuse che utilizzano
tessere d'ingresso al lavoro per figurare
presenti colleghi vacanzieri verso lidi
confortevoli o altitudini al fresco.

Si figurano persone per bene che imbrogliano
lo Stato, l'Inps, i Comuni per rubare denaro
pubblico.

Universitari, poi, con macchine lussuose
o altro che pretendono agevolazioni.

Come può sopravvivere uno Stato colpito
da queste illegalità diffuse?

In politica, poi, è una palude.

E allora come possiamo pretendere
che la politica stessa possa e debba
pilotare la società a migliorare?

L'assenza del bene comune rimane utopia,
come la crescita attesa.