sabato 14 gennaio 2017

ALTRA SPINA: LA DEFLAZIONE

La spina che blocca la crescita

Già pubblicato nel Gazzettino di Padova dd. 08.01.2017

L'economia viaggia con una ulteriore spina
che pizzica lo sviluppo e blocca la crescita.

 Ritorna alla ribalta dopo 60 anni la deflazione,
che procura un abbassamento del livello generale
dei prezzi.

La domanda è debole, e per ravvivarla si abbassano
i prezzi, un salvadanaio o risparmio per i compratori.

Il tutto diventa un freno nella spesa di consumatori
e aziende, che sono incentivati a posporre gli acquisti
di beni non indispensabili con l'aspettativa di ulteriori
cali di prezzi.

Si innesca, così, una spirale negativa che rottama
il sistema già colpito da disoccupazione e scarsa
voglia di investire a danno della creatività.

Quest'ultima è una combinazione di fluidità, di flessibilità,
di originalità, che in  deflazione blocca gli schemi di pensiero
e nuovi percorsi produttivi capaci di soddisfare le esigenze
degli individui e delle imprese.

Il tunnel della deflazione soffoca l'economia
e l'espansione tanto attesa.

giovedì 5 gennaio 2017

ECONOMIA E CRISI. VEDO UN GRIGIO SCENARIO

ATTENDIAMO  UNA  CRESCITA  SANA

Già pubblicato nel Gazzettino dd. 03/01/2017

C'è un forte desiderio di una crescita sana
sotto ogni profilo, accompagnata da un mix
di misure strutturali e mirate che diano
rilancio ad investimenti e posti di lavoro.

In aggiunta un flusso europeo di finanziamenti
produttivi che possa stabilmente sostenere la crescita.

E' uno scenario decisamente grigio quello attuale,
punteggiato dalla cronica scarsità di risorse dello Stato italiano,
minacciate da un debito pubblico in crescendo
(2.223 miliardi di euro).

Mancante è il linguaggio della verità, pietra preziosa
che produce quell'azione di governo necessaria
per rimuovere gli investimenti pubblici e privati,
e poi quel coraggio utile per uscire dal cabotaggio
e di dire con chiarezza che non sono più possibili
scambi elettorali (sempre sbagliati), per costruire
con lungimiranza il futuro del Paese.

Gli organi al comando devono occuparsi
di cose serie per il bene dell'Italia.

Tutti devono fare la loro parte, imprese comprese,
affrontando con sicurezza, innovazione, credibilità,
solidarietà e buona flessibilità.

L'esecutivo deve pensare alla mancata crescita
per maturare consapevolezza che permetta di rendere
effettivo questo pensiero virtuoso.

Una navigazione agevole produce le misure
strutturali capaci di far competere il sistema
con il resto del mondo.

Che il discorso del Presidente Mattarella
di fine anno abbia una grossa presa 
di cemento costruttivo per il futuro del Paese.

martedì 27 dicembre 2016

LA CRESCITA ECONOMICA NON SI PUO' FARE SENZA IDEE

Pubblicato nel Gazzettino dd. 23/12/2016
e nel Giornale di Vicenza dd. 24/12/2016


Viviamo in una situazione delicata
sia in politica che in economia.

Il conflitto politico in essere porta sempre
scompensi in questo periodo di transizione
politica.

Manca un vero piano organico
per l'economia.

Il Paese ha bisogno di rilancio,
di un'agenda a medio termine,
raggiungibile solo attraverso un intervento
organico di politica economica.

Tutto si verifica in positivo se all'attenzione
del Paese si pone rilievo alla questione
industriale.

Se in questo viaggio inseriamo una buona
legge elettorale e un occhio di riguardo
all'economia reale possiamo raggiungere
un grado di certezza nel futuro.

E uno sforzo che bisogna fare per non generare
ansie e inquietudini.

E così arriva il "pensiero positivo" che come
un lampo libera idee nuove.

Senza una soluzione non esiste
proprio niente.

Chi innova conquista opportunità
e realizza futuro.

E' una questione di sostanza,
è una sfida per il Paese.

La crescita non si fa senza idee.

mercoledì 14 dicembre 2016

SVELIAMO QUALCHE TRUCCO AL NUOVO GOVERNO

Già pubblicato nel Giornale di Vicenza
e Gazzettino del 14 dicembre 2016

Gentile Gentiloni,

il suo ingresso da premier porta speranza in questa
Italia divisa e bisognosa di ricette indispensabili
per far ripartire l'orologio della ripresa.

Cerchi di oliare bene gli ingranaggi
di questa misura del tempo e faccia cadere qualche
goccia salutare su questa Italia che ha bisogno
di ripartire in questa crescita stagnante di valori
ed economica.

Attendiamo investimenti veri sotto ogni profilo,
e reddito minimo per tutelare chi è sempre escluso.

Olio santo ci vuole per comprimere
il debito pubblico sempre presente nel nuovo
governo, debito che collassa annualmente 85 miliardi
di euro solo per gli interessi sul debito.

Il debito, in quanto colpa, va saldato, ed educare
le generazioni a scuola affinché prevalga la trasformazione
dei giudizi sull'apprendimento in "debiti" e "crediti"
è una necessità.

Il credito è un'idea di affidabilità che ha origine
da operazioni reali.

E infine, conviene puntare sulla piena occupazione
e come siamo abituati a concepirla è una strada
perdente.

I voucher nel sistema ne sono la dimostrazione!

In questo quadro è importante anche la qualità
del lavoro, cioè quel complesso di competenze
per acquisire e mantenere il proprio posto di lavoro.

Auguro al nuovo esecutivo, buon lavoro!

lunedì 5 dicembre 2016

SE CRESCE LA COMPLESSITA'....

"Quando la vita scorreva lentamente come un fiume,
la complessità esisteva, ma non veniva percepita.
Oggi, cinque dicembre 2016, tutti la sentono addosso,
perché con il No al referendum, il ritmo si è fatto
serrato come un torrente vorticoso (da "Prede e ragni"
di De Toni e Comello 2005)".

Ora, ad arginare questo fiume in tempesta,
la situazione politica in essere è in mano
al Presidente Sergio Mattarella che la deve gestire con abile
capacità per non cadere nel mare della complessità.

Viviamo tempi difficili, per i quali è necessaria una chiave
di lettura diversa, capace innanzitutto di distinguere
"complicato" da "complesso" perché le diverse correnti politiche
hanno impostato una campagna referendaria dai toni forti,
accesi e incerti senza vere risposte strutturali capaci di risolvere
il problema in un contesto competitivo  in una continua
mutazione politica.

Desideriamo il cambiamento?

Con un'alta adesione al No scattano incertezze la cui difficile
soluzione è in mano al povero Presidente della Repubblica.

Il pubblico preferisce lamentarsi continuamente
per aver subito una cattiva politica piuttosto
che fare qualcosa per ridurre la complessità.

Spesso le idee della gente generano un danno
grande poiché da qualche parte viene negato
il valore di ciò che esiste ed esso non è più compreso
nel pregiudizio corrente.

Sono molto rari i giudizi veri, che interessano
tutti i tempi e tutte le nazioni.

venerdì 2 dicembre 2016

UNA PARTITA A PING PONG DALL'ESITO INCERTO

LE  CONTRAZIONI  DI  RENZI  E  LA  BATTAGLIA

Pubblicato nel Giornale di Vicenza dell' 1 dicembre 2016

Il premier Renzi è soggetto a contrazioni
muscolari, causa una precoce fibrillazione
referendaria che nuoce al suo battito cardiaco.

Che confusione!

Le pensa tutte per la sua affermazione
al potere, e già annuncia che farà assegnare
500 milioni di euro a sostegno dei ceti disagiati
e qualche obolo a San Eugenio, l'artista, per un triduo
votivo alla ricerca di voti, anche all'estero.

i sondaggi danno il No in vantaggio, una vera partita
a ping pong, un meccanismo utile per mantenere
il Parlamento com'è, e non trasferire il Senato
qua e là che mette sotto assedio la democrazia,
dicono i sostenitori del No.

Un colpo alla botte, un colpo al cerchio per ricordare
l'amico D'Alema, un po' disfattista, e terminando
con Prodi, silurato a suo tempo perché troppo buonista.

Dice il detto: "Per un punto Martin perse la cappa",
una vanvera tanto cara al premier.

E può capitare pure a Renzi, ora sotto flebo per ridurre
il suo battito cardiaco.

La battaglia sta per concludersi, e tutto dipenderà
dalle scelte che faranno gli elettori e dalle ultime
offerte di risorse che il premier è disposto ad elargire
pur di ottenere una possibile vittoria.

Tutto è da vedere, però!

lunedì 14 novembre 2016

LE MAGLIETTE ACCHIAPPAVOTI DI SALVINI

POLITICA / SALVINI  LEADER!!!!!!

God s(h)ave Salvini, perché "save"
(salvare) non è adatto per aiutare l'uomo.

La storia, come l'universo che rappresenta,
è costituita da una parte reale e una parte
ideale.

Mister Salvini alberga in quest'ultima area perché
solo la sua fantasia può produrre certe immaginazioni.

Si traveste per apparire, per colpire e catturare
voti, indossando una maglietta della polizia etnica
in zona carnevalesca come Ponte di Legno e Pontida.

Il politico in esame non finisce si stupire,
e pensa di coinvolgere gli elettori per portarli
indietro nel tempo allo scopo di riesumare
il già scordato trentennio.

Povero Salvini, proiettato al passato per pretendere
un suo futuro da leader, e poter così rasare capelli
e far la barba (shave) a chi fiducioso non lo segue.

Si sente organo del suo secolo, che si muove
però in modo inconsapevole!

TUTTO PUO' SUCCEDERE. PRETENDE DI DIVENTARE
L E A D E R!