sabato 25 ottobre 2014

APNEA DA CRESCITA!

PUBBLICATO NEL MATTINO DI PADOVA
del 26 Ottobre 2014

Ripetutamente si parla di crescita in un'economia
allo sbando, provocando sconforto generalizzato
tra cittadini e imprese.

Siamo alle corde se non vi sarà un tocco magico
che benedica l'Eurozona.

Emergenza euro e sconforto nella crescita!

Bisogna correre urgentemente ai ripari
altrimenti i Paesi creditori e i Paesi debitori
rischiano l'insolvenza se si continua a vivere
in apnea da sviluppo.

Attacchaimoci deflazione e recessione in attesa
di un lungo inverno che si presenterà in piena gelata.

Allontaniamoci da questi brutti discorsi e cerchiamo
la via della salvezza.

I Paesi del'Eurozona sono in continua sofferenza,
i dibattiti di questi giorni ne sono la dimostrazione.

Mettiamo dunque in atto riforme strutturali solide
che ora stanno latitando in Italia, Francia e un po'
dovunque, riforme che rappresentano un anello
fondamentale per costruire una crescita che sia
dinamica e duratura.

Il rigore applicato finora ha prodotto recessione e
aumento vertiginoso dei debiti sovrani.

Se non vogliamo vivere in una congiuntura
economica dall'aspetto sempre negativo e turbolento,
cerchiamo di rendere morbide le regole per invertire
la tendenza, e non cullarsi nell'anemia da crescita
perché in tal caso non c'é farmaco che possa curare
questa lunga malattia.

domenica 19 ottobre 2014

BISOGNA CAMBIARE PARADIGMA...!

PUBBLICATO NEL MATTINO DI PADOVA
DEL 19 OTTOBRE 2014


Non riusciamo ad archiviare il modello economico
in essere, che racchiude miscela esplosiva:
un modello che presenta solo declino economico,
speculazioni finanziarie, una produttività ridotta
all'osso e in mano alla maggioranza delle imprese,
e poi vecchi risparmi familiari che finanziano
consumi impoveriti.

Viviamo una società diseguale, frammentata,
e pure disordinata.

E così si applica l'austerità per arginare
l'esplosione.

Purtroppo è una strada che non condivido
perchè mette e a rischio povertà milioni
di europei piuttosto che nazionalizzare
per un certo tempo la parte meno sana
del sistema finanziario.

Quel canale che dal 2007 ci ha portato
nella crisi attuale.

In breve la caduta forte del Pil, il crollo
del benessere, qualità della vita compresa.

Così si viaggia in una lunga depressione,
quasi un decennio perduto, colpito pure
da continui suicidi e forza occupazionale
allo sbando.

E' un'economia stagnante, economia che non investe,
con fabbriche chiuse, altre ai minimi della produttività.

Una percentuale del cinque per cento che è al riparo
di qualche privilegio, mentre la restante parte non riesce
a trovare un cambio di paradigma, un nuovo modo
di vivere e produrre.

In questo disordine dobbiamo di forza inventarci
un futuro per evitare quella miscela esplosiva che
procura danni irreversibili.

Si auspicano utili condizioni per una società
sostenibile per realizzare un futuro diverso.

Il brutto è che manca un serio dibattito politico,
e se c'è, è ben nascosto.

domenica 12 ottobre 2014

SI CICALA SUL TFR.....

......LA  FORMICA  E'  TRISTE!

E mettono le mani pure sul TFR.

Un TFR di fine rapporto che viene erogato
in anticipo mi sa tanto di barzelletta, come
gli ottanta euro estivi....pure tassati.

E allora togliamo la "F" alla sigla che lo qualifica,
giusto per non renderlo ridicolo.

La funzione e il fine del TFR rappresentano
da sempre un salvadanaio utile da realizzare
alla fine del rapporto di lavoro per il meritato
riposo.

Erogarlo in anticipo mi sembra una patacca grezza, 
e di poco valore, che distrugge risparmio futuro accumulato
per agevolare la leva dei consumi attuali e realizzare
la tassazione a favore dello Stato.

"Tentons" dicono i francesi quando giocano
al tavolo verde!

E così stiamo tentando di applicare pezze al presente
per realizzare crescita e aumento di risorse future.

C'è un detto che sollecita a realizzare "un uovo oggi
che una gallina domani".

Io sono per la gallina, un salvadanaio con le penne
che racchiude punti di forza per un domani sereno.

Un salvadanaio che racchiude risparmio forzato
e che sarà utilizzato nel bene, me lo auguro!

Se le previsioni sono negative, rappresenta sempre
un punto di forza che ci renderà indipendenti,
e ci darà la sicurezza di procedere con le proprie forze.

martedì 7 ottobre 2014

QUE SARA' SARA'!

La crescita economica è un fenomeno complesso
e affascinante, con ali delicate come una farfalla
e con la forza dirompente pari ad un elefante.

Investe le condizioni materiali di vita di un Paese,
ma anche gli aspetti sociali, civili, culturali
che caratterizzano l'organizzazione di una società
(proprietà, ambiente, giustizia efficiente, bassa
criminalità, e perchè no il tanto discusso articolo
18 che tanto fa tremare il nostro boy scout).

Sotto questo profilo non solo devono operare
leggi di mercato e dell'efficienza, ma anche regole
che facciano partecipare tutti al successo della crescita.

Niente di tutto questo si sta presentando all'orizzonte
italico. Una novena è d'obbligo per pregare Lawrence
Klein (Nobel per l'Economia 1980) che ci preveda
qualcosa.

A prevedere come andranno produzione e consumi,
occupazione, investimenti e deflazione.

A prevedere, insomma, - l'anno prossimo e quelli
a venire - dove andrà a parare l'attività economica.

Caro Klein siamo stufi di aspettare, la crescita
non arriva, e i nostri governanti stanno cercando
con il lanternino un modello di sviluppo che porti
serenità.

Mi sa che il Nobel lo doveva pigliare anche Doris Day, 
che con la sua canzone "Que sarà, sarà" (vedi you tube)
ci dava un consiglio di alto livello: quel che sarà, sarà.

Cari lettori non arrovelliamoci su quel che può succedere!
Il futuro è incertezza, un'incognita a cui nessuno
può scampare.

Ci convincerà, tra poco, il bravo Renzi,
che già possiede nella manica la carta
vincente di ogni agire economico.

mercoledì 1 ottobre 2014

LA ROTTAMAZIONE: UN VANTAGGIO!

Viaggiare con un mezzo obsoleto
non ravviva l'ambiente, e non lo rende
nemmeno sano ed elegante.

Ci ha ben visto chiaro la sindaca del verde
paesello, San Pietro in Gu, a rottamare la sua vecchia
Polo, in vita dal secolo scorso e che scoreggiava
da tutte le parti.

Quando era in moto brontolava come una pentola
a pressione, quando era ferma era posteggiata
vita natural durante di fronte al palazzo municipale.

Un vantaggio utilizzato dal sindaco per rottamare:
mille euro di sconto se rottami una vecchia auto
per comprarne una nuova.

Decisione comunque sofferta per la nostra sindaca,
che parsimoniosa per natura nelle scelte pubbliche
e private, sperava di utilizzare la sua vecchia Polo
fino al 2025 a scadenza del suo mandato.

 

martedì 30 settembre 2014

INVESTIMENTI PER LA CRESCITA...:

........DA  QUI  NASCE  LA  COMPETITIVITA'!

Il mercato globale si affronta con nuove ricette
e investimenti reali.

Da ogni parte squilla la parola "crescita" in abbinata
con l'occupazione.

Si rafforza così la competitività nelle imprese.

Da qui nasce la forza nel campo delle esportazioni
europee 80%, grazie alla capacità innovativa del nostro
sistema.

Se migliora la base industriale si rilancia la crescita
e si accantona il declino.

Purchè si elabori una ricetta giusta che produca
attori dinamici sui mercati globali.

Luci e ombre si presentano nel sistema perchè
la competitività naviga qua e là, e non produce
filiere dinamiche e uniformi.

In un sistema che non riesce a smorzare il declino
presente in diversi settori, vanno in sofferenza
in particolare le Pmi in difficoltà.

E' debole la domanda interna in particolare dove
mancano investimenti mirati ed entusiasmo in quello
che si fa.

Utilizzaimo la chiave del rilancio se vogliamo
movimentare la domanda interna, e far felici
crescita e occupazione.

Tutto si realizza se vi è un rilancio dei consumi
con implementazione di investimenti pubblici
e privati.

Si mette in moto così il circolo virtuoso 
della crescita che alimenterebbe domanda
e competitività di tutto il sistema.

In questo clima la fiducia è l'arma vincente
e così i privati riprenderebbero ad investire,
se avvalorati da un accesso al credito prodotto
da un sistema finanziario che faciliti la canalizzazione
della liquidità verso l'economia reale.

Ora se l'arma fiscale evita di sparare, riducendo le tasse
sul lavoro e sui fattori produttivi, anche i punti di forza
che producono investimenti produttivi e innovativi
faranno la loro parte in una nuova ricetta.

Per ritornare a crescere.

giovedì 25 settembre 2014

IL PREMIER RENZI TENTENNA

La seggiolina di Renzi sta traballando.

Dalla segreteria del PD a Palazzo Chigi
il salto è stato breve.

Ora sorgono i problemi su promesse già fatte
dal premier e non mantenute, la soluzione degli stessi,
già programmata nel tempo in mille giorni, prevede
un'equazione a dir poco infinita.

Renzi coinvolge a dir poco, camicia bianca,
ci convince che tutto sarà risolto e che riforme
in atto saranno esaudite quanto prima.

Un po' di presunzione gli è scappata nello stabilire
tempi e soluzioni. Non ha tenuto ben conto che
il tempo procede nel suo tic tac infinito.

In riforme così ampie e non facili da produrre
gli è scappato il freno a mano, e con il piede
sbadatamente ha accelerato.

Riforma elettorale, articolo 18, sicurezza, debito
pubblico, occupazione carente, e via discorrendo
non sono noccioline da distribuire in questa sagra
politica che vuole anticipare il dovuto cambiamento,
ma che preferisce anticipare il voto se la confusione
in essere rimane nella nebbia autunnale.

Caro Renzi, cerca di fare un'attenta riflessione
perchè la massa può anche rinunciare a nomi
capaci, e convincerci che il miglior governo
è quello che ci convince a governarci da soli.