martedì 21 marzo 2017

ECONOMIA DELLA CONOSCENZA

Seguiamo due binari per definire l'economia
della conoscenza: il fatto ovvero il sistema
economico e la disciplina.

In questa cornice leggiamo l'economia
della conoscenza, un film che vuol far
conoscere il fattore economico
che è oggetto di consumo, di compravendita
oppure fattore di produzione.

Nel tempo questa rappresentazione ha descritto
un progresso a volte debole, a volte rapido
per effetto di un ozio creativo prodotto
dalla mente umana.

E' il fattore "k" che migliora la formula
o equazione che contiene i fattori della produzione
per effetto del "capitale umano" che nel tempo
rappresenta la vera dote di una nazione.

Questa somma di "ostruzione-saper fare-saper
essere-abilità manuali e intellettuali" spiazza in parte
le risorse naturali che rappresentano in parte la ricchezza
delle nazioni.

Petrolio e idee alimentano il ciclo produttivo
migliorando di conseguenza il Pil di una nazione.

Catturare idee significa migliorare la conoscenza
che diventa bene di investimento che coglie due piccioni
con una fava l'aumento da un verso della capacità
produttiva, e dall'altro riducendo le diseguaglianze
nel processo di distribuzione dei redditi personali.

Realizzare questa formula significa migliorare
l'investimento in capitale umano, nel campo dove l'Italia
è agli ultimi step della graduatoria.

mercoledì 15 marzo 2017

IL CREDITO STAGNA, UN PROBLEMA ITALIANO

L'economia arranca sempre di più.

Per forza, se il credito stagna è inutile
invocare la crescita.

Quest'ultimo è un problema tutto italiano.

La Commissione europea pretende una correzione
di bilancio, e l'esecutivo tende a glissare e non pensa
che l'austerità fiscale blocca gli ingranaggi della crescita.

La rigidità europea in tal senso accende una miccia
pericolosa che alimenta la deriva populista.

Anche la legge di stabilità per il 2017
mostra i segni di previsioni macroeconomiche
troppo ottimistiche costruite su provvedimenti
di scarsa efficacia e non capaci di realizzare
gli obiettivi messi in ribalta.

Si trascura l'altezza del debito pubblico che non si stabilizza,
anzi cresce, bloccando l'espansione che tanto desideriamo.

Tutto ciò alimenta incertezza sì da rendere debole il sistema
scoraggiando gli investimenti.

E' inutile cercare consensi quando si rilevano
scarsi effetti sulla crescita.

Se il rubinetto del credito rimane bloccato,
non si può sperare di realizzare un vero circuito
che alimenti fiducia, speranza e benessere.

Viviamo un periodo decisamente liquido.

Alla faccia del credito bloccato che annulla
la solidità, e dà ragione al filosofo Buaman
e alla sua "massima" sulla società liquido-moderna
che annulla in un ampio ventaglio le abitudini
degli uomini prive di consolidamento.

Anche il risparmio, fonte di liquidità e di accumulazione,
perde il concetto di solidità per esigenze future
per catturare libertà illusoria che sgretola
l'etica e porta la crescita in un mare di liquidità.

Già pubblicato nel Gazzettino dd. 03.03.2017 

venerdì 24 febbraio 2017

I METODI FORTI DI SALVINI NON CONVINCONO!

A Recco (Genova) mister Salvini ha aperto
un po' troppo il becco!

Ha usato un detersivo fortemente
corrosivo per far pulizia al nostro
sistema.

Eccessiva la sua arroganza contro i migranti
e usa metodi squadristi per reprimere l'immigrazione
che coinvolge vite umane in cerca di salvezza.

Probabilmente non riflette sulla immigrazione
italica del dopoguerra, dove intere famiglie italiane
chiedevano spazi fuori confine per vivere e sfamare
figli a carico.

Corsi e ricorsi storici che si presentano attualmente
in area giovani in cerca di lavoro e futuro.

Caro Salvini, speri di controllare i confini italici
entro breve?

E' una speranza che ti auguro priva di una soluzione
e che sprofondi nel mare delle tue ambizioni.

Controllare quello che si dice è il mio motto,
e che ti rivolgo per abbassare quel tono che
ferisce l'essere umano.

Sii un allievo saggio, non essere un allievo volgare,
altrimenti il potere che desideri si nasconde
dietro una nuvola dal colore grigio intenso.

mercoledì 15 febbraio 2017

METTERE LA TESTA TRA LE NUVOLE

POLITICA " GLI  ATTACCHI  DI  SALVINI"

Già pubblicato nel Gazzettino dd. 13/02/2017
e nel Giornale di Vicenza  dd. 14.02.2017

Mettere la testa tra le nuvole è la commedia
di ognuno di noi.

Talvolta è conveniente per uscire dai rumori
prodotti dal tempo.

E' un vantaggio terapeutico in sede di stress,
di superlavoro, di conflitti o quant'altro.

Ad un patto, però, di non esagerare perché
altrimenti si passa da parte di mister struzzo
quando si vuole ignorare cose o situazioni
di notevole gravità nascondendo, all'avvicinarsi
del pericolo, la testa sotto la sabbia.

In qualche occasione è conveniente.

Importante è non abusarne.

Perché, a volte, uscire allo scoperto si rispetta
il "valore" della verità nella sua splendida
accezione.

Non è così per Salvini e Meloni!

Ci sono dei limiti da rispettare, e uscire
dalle righe si brucia la democrazia
che è il faro che illumina la civile convivenza.

I due leader sopra citati attaccano quotidianamente
migranti ed euro.

E vogliono dimostrare che viviamo
in un fallimento sempre più evidente.

A Coblenza, il Salvini leader, smantella
l'euro per una soluzione più ordinata
del sistema.

Usa un potere forte, ed è convinto
che la vittoria è alle sue porte.

Oggi, dice Salvini, soffia un vento di libertà.

La troppa libertà che lui pretende, lo porta
all'isolamento che blocca le coalizioni
e lo isola in un deserto, zona fertile per nascondere
la testa sotto la sabbia, e dire addio alla sua democrazia
priva di qualità.

E per fortuna che la sabbia c'è!

venerdì 3 febbraio 2017

SI PENSANO SOLUZIONI AI GROSSI PROBLEMI BANCARI!

Sofferenze e "bad bank" preoccupano il sistema.

Ciononostante economisti e governatori
affermano che il quadro generale è rassicurante,
però serve una soluzione di sistema.

E siamo punto a capo!

Correggere gli errori del passato
facile non è, produrre processi concreti
di ristrutturazione per realizzare una redditività
soddisfacente rappresenta uno scoglio difficile
da superare.

Le banche navigano su insolvenze e crediti deteriorati,
i risparmiatori su perdite dei loro risparmi.

Si parla di crediti non più recuperabili per 90 miliardi
di euro, pari al 4,8 per cento dei prestiti, un valore
fortemente elevato nel confronto europeo.

E si pensa di passare questa zavorra di crediti
deteriorati a operatori specializzati e protetti
da un santo di grossa cilindrata.

Qui si pensa alla istituzione di una "bad bank"
di sistema protetta dal sostegno pubblico,
ovvero lo Stato.

Mi convince sempre di più che le banche
devono ripensare una seria ristrutturazione
se vogliono creare valore.

Il loro rendimento annuo attuale (Roe = return on equity)
è sceso all'1,4%, i costi operativi bancari superano il 6%,
e l'ottimismo futuro è difficile da catturare!

martedì 31 gennaio 2017

TRUMP PER UNA VISIONE DEL MONDO

Già pubblicato nel Gazzettino dd. 26/01/2017

Al via la costruzione vincente 
secondo D. Trump.

Da evitare la rottamazione prevista
dal 45° presidente degli Stati Uniti.

E' in essere da qualche giorno
il trumpismo che coinvolge l'America
e si abbatte sui leader del vecchio
continente in un momento di massima
crisi.

Prevale una medaglia con due facciate
completamente diverse e coinvolgono
la Nato, la globalizzazione, in uno scontro
continuo come non era mai avvenuto dal 1945.

In America si impone una visione del mondo,
globalizzazione compresa, che è opposta
a quella dei leader europei.

Ne consegue una crisi di identità nazionali
e diseguaglianze economiche che fanno soffrire
i valori democratici e i rapporti commerciali
mandando così in soffitta pace e prosperità.

Dobbiamo risolvere la crisi economica
se vogliamo un'Europa unita costruendo
spazi economici forti in cui tutti i cittadini
possono ritrovarsi.

L'Europa non deve essere discarica
di errori compiuti da leader troppo
nazionalisti, trasformando, così,
vecchi sogni in incubi, e quest'ultimi
generatori di mostri.

sabato 14 gennaio 2017

ALTRA SPINA: LA DEFLAZIONE

La spina che blocca la crescita

Già pubblicato nel Gazzettino di Padova dd. 08.01.2017

L'economia viaggia con una ulteriore spina
che pizzica lo sviluppo e blocca la crescita.

 Ritorna alla ribalta dopo 60 anni la deflazione,
che procura un abbassamento del livello generale
dei prezzi.

La domanda è debole, e per ravvivarla si abbassano
i prezzi, un salvadanaio o risparmio per i compratori.

Il tutto diventa un freno nella spesa di consumatori
e aziende, che sono incentivati a posporre gli acquisti
di beni non indispensabili con l'aspettativa di ulteriori
cali di prezzi.

Si innesca, così, una spirale negativa che rottama
il sistema già colpito da disoccupazione e scarsa
voglia di investire a danno della creatività.

Quest'ultima è una combinazione di fluidità, di flessibilità,
di originalità, che in  deflazione blocca gli schemi di pensiero
e nuovi percorsi produttivi capaci di soddisfare le esigenze
degli individui e delle imprese.

Il tunnel della deflazione soffoca l'economia
e l'espansione tanto attesa.