sabato 14 aprile 2018

I NUOVI DEBUTTANTI IN POLITICA

Già pubblicata nel Giornale di Vicenza
dd. 16.O4.2018 e 17.04.2018

Merita un'attenta riflessione il debutto
in politica di tanti nuovi debuttanti.

E' vero che il vecchio storpia,e il nuovo
preoccupa.

Deputati e senatori alle prime armi
arrivano mediamente al 35%, così
i cambi di casacca preoccupano.

Scelte facili per un posto sicuro,
e non interessa nulla il loro bagaglio
politico, competenze comprese.

E il digiuno politico è un fenomeno
che preoccupa ed è ben visibile in un partito
che gode di una percentuale ben elevata
e rappresentata per il 65% in entrambi
i rami del Parlamento.

Negli altri partiti il peso è minore,
ma comunque un peso che oscilla
mediamente al 22%.

La XVIII legislatura si presenta di una freschezza
mai vista.

Perfino in Meloni il ricambio tocca il 76%,
e globalmente le facce nuove presentano
un'età media che arriva a 44 anni.

Quest'ultimo è un numero fantastico e sempre
presente nell'estrazione delle diverse lotterie
nazionali.

Chissà che tale fenomeno giovanile procuri
felicità soprattutto in campo "rosa", la cui presenza
tocca il 34%, quasi il doppio di 10 anni fa
con una percentuale che oscillava al 17%, un numero
poco simpatico nella cabla estrattiva.

A parte questa tecnica popolare, il debutto politico
attuale rappresenta un futuro incerto perché la certezza
del posto attuale e potere raggiunto non garantiscono
una buona "speranza matematica" nei risultati futuri.

Non c'è da meravigliarsi se, più o meno tutti,
ci compiaciamo della mediocrità, perché essa ci lascia
in pace e ci dona la sensazione di avere a che fare
coi propri simili.

A parte l'età anagrafica che svolazza 
con numeri diversi.

lunedì 19 marzo 2018

IL TEMPO VOLA E NON SI TROVANO SOLUZIONI

Il dopo voto ha messo il sistema in crisi.

Il voto ha premiato alcuni partiti con alte
percentuali che minano la governabilità
per il forte desiderio di potere.

Questa tendenza procura danni al sistema
e nuoce alla tanta desiderata ripresa.

E quali sono i consigli per non fermarla?

Chiunque abbia vinto le elezioni dovrà rispondere
a domande cruciali.

La prima riguarda il futuro che attendiamo
nell'incrocio tra domanda e offerta di lavoro,
e conseguente sviluppo delle Pmi che attualmente
stanno soffrendo in campo finanziario e dinamica
della produttività.

Si dà per scontato che da oggi avremo una politica
più debole se non altro per la frammentazione di consensi,
e poi manca la forza di affrontare temi e problemi
e ciò minaccia l'economia reale che non sta mai ferma.

Chi non è in grado di scegliere cosa fare ha già un po'
perso.

Il debito pubblico (2256 miliardi) pesa nell'economia
futura, mancano le risorse per ripianarlo perché le aspettative
del rapporto tra debito e prodotto interno lordo contengono
incognite che non facilitano l'abbassamento di tale rapporto.

Mancano interventi a correggere il deficit di bilancio.

Aumentare le imposte facilita un surplus, ma rallenta
la crescita con effetto devastante da far salire, anziché
far scendere il rapporto debito/Pil.

Tagliare la spesa può far scendere il rapporto
con effetti piccoli e di breve durata,
che possono incidere negativamente sulla crescita
che tanto attendiamo.

Oggi l'incognita si chiama "politica", e se la burrasca
continua l'ascensore sociale si blocca,
sviluppo compreso.

lunedì 26 febbraio 2018

TRASFORMARE IL MALE IN TRAGEDIA!

Il male spesso sfocia in tragedia.

Accanto ai santi e alle più nobili figure
di amministratori e di politici, vi sono
sempre stati personaggi infidi, tenebrosi
e sanguinari.

E vivono ancora, e non ultimo il caso|i
Macerata che ha turbato profondamente
le coscienze civili.

Ci consideriamo tutti un po' buoni
e un po' cattivi, in rapporto alle circostanze.

Ma siamo davvero tutti uguali?

La genetica moderna ci porta a pensare
che debbano esistere persone geneticamente
più aggressive e spietate di altre.

Basta una sola persona profondamente malvagia,
profondamente determinata, che si dedica anima
e corpo al suo scopo, per rovinare una istituzione,
avvelenare un partito, devastare uno Stato.

Sociologia e psicologia ci spiegano i comportamenti umani
come effetto di molti fattori: i condizionamenti economici,
sociali, le frustrazioni infantili, professionali, oppure
meccanismi come la gelosia, l'invidia, il desiderio
di successo, la brama di potere, la sete di vendetta.

Tutti, però, possiamo cambiare, pentirci. redimerci.

Invece No!

Le tragedie capitano, si soffre, e poi il tempo
cancella tutto.

Shakespeare ci mostra che le tragedie hanno innumerevoli
cause, che la rovina è resa possibile dalle debolezze,
le fragilità, gli errori, le illusioni dei protagonisti.

Perciò ci dimostra che se non esiste un demiurgo
spietato che le sfrutta, queste mancanze
e difetti non riescono a produrre conseguenze
catastrofiche.

Ma qua e là spesso capitano perché esiste 
quel demiurgo spietato che trasforma il male in tragedia. 

venerdì 23 febbraio 2018

L'EX PREMIER STA METTENDO LA QUINTA! LUI CONFERMA: "E' SOLO IRONIA! "

I coinvolti in M5S aumentano di giorno
in giorno, e in questa macabra situazione
contabile aumenta la speranza di Berlusconi
di assumere nuove forze lavoro  nel suo partito,
visto che si proclama imprenditore a tutti
gli effetti.

Ormai non ne facciamo più caso,
canarina più o canarina meno il grande leader
propone tutto, vuole vincere a tutti i costi.

"Costi quel che costi", proclamava Alfredo Pitteri
nella sua farsesca commedia "Metti la Quarta",
imprenditore in una sgangherata "Scuola guida
di provincia" sull'orlo di un fallimento già decretato.

Così il grande capo sgrana idee e promesse
applicabili al paesello italico.

E tra poco metterà la Quinta (2022) per raggiungere
il Quirinale come un razzetto.

Al tempo e con calma signor leader!

Dobbiamo considerare fondamentali la lealtà
e la sincerità, e non possiamo stringere amicizie con chi
non ci assomiglia.

Brancolare nel buio ci porta nei Sepolcri del Foscolo, dove
possiamo incontrare l'upupa dalla voce monotona
che con il suo becco lungo a sciabola ci può procurare
ferite gravi difficilmente rimarginabili.

Come quelle prodotte da oratori furbeschi
ad un passo dal potere.

Per favore, egregi signori, riflettiamo!

martedì 20 febbraio 2018

WELFARE: "TRASFORMARE I COSTI IN OPPORTUNITA' "

Copiare si può magari in ritardo!

Negli Usa passa l'accordo sul welfare
sanitario aziendale, e così l'Italia guarda
con attenzione l'industria italiana della salute,
causa l'alta percentuale di cittadini senza polizze
sanitarie.

Addirittura rinunciano a curarsi per mancanza
di mezzi.

L'intervento deve essere immediato in una società
che invecchia, il cui costo deve diventare un investimento,
un'opportunità, un'idea di società del futuro.

Ragionare in tal senso significa sviluppare l'industria
della salute come valido "driver", ad un patto, però,
che ci sia una maggiore integrazione tra pubblico
e privato.

In questo settore pesano fortemente alcune
percentuali: 10,7% del pil, 10% sul totale
degli occupati, percentuali in aumento in una società
che invecchia.

Dunque bisogna fare una giusta riflessione
per realizzare un salto di qualità e di competenza.

Ciò è possibile se vi è un contributo per attrarre
ricchezza nel paese.

Si può così valorizzare l'industria della salute,
un valore aggiunto, ovvero, una mission
per il paese e un driver anche per l'export,
ed export significa attrarre ricchezza
nel paese.

Serve più collaborazione pubblico-privato,
in un panorama che metta in risalto in un ampio
ventaglio i servizi sanitari, interpretati come logica
di prodotti che vendiamo all'estero.

domenica 18 febbraio 2018

LA CAMPAGNA ELETTORALE E' ENTRATA IN UN TUNNEL SENZA CONFINI

Già pubblicato nel Gazzettino  del 17 febbraio 2018

Ogni giorno gli accadimenti politici
lasciano l'amaro in bocca.

Ci stiamo avvicinando alla data del voto
che presenta un'attesa primavera poco
promettente.

Nei diversi comizi già prodotti rilevo
una aggressione senza precedenti.

Sicuramente anche il passato ha presentato
attacchi e scontri, ora cancellati dal tempo.

Rimane il presente carico di promesse ruvide
e forte desiderio di potere.

Qui non si costruisce, anzi, si intende demolire
imponendo idee e attacchi tra candidati producendo
confusione e un mercato senza regole, prive di punti
di equilibrio.

In tal modo si abbandona il concetto di crescita
di produttività e monetaria, ma soprattutto morale.

Mi propongo di non ascoltare più, perché la fiducia
negli uomini di governo mi sta scomparendo.

A parte qualche candidato che a forza e con tanta
pacatezza mi invita a riprendere il telecomando
per meditare su nuove idee e promesse che possono
far ripartire il sistema e creare futuro.

Futuro certo, dico, perché le sciagure elettorali
ci colpiscono con tanta violenza da togliere
la speranza.

Da qui nasce lo sconforto che ti porta in un tunnel
senza confini e che cancella la luce.

Sì, quella luce che possa aiutare a far riflettere
e aprire un ventaglio di promesse concrete
per raggiungere nuovi equilibri utili
per un modo di vita alternativo al presente
disordine elettorale e morale.

Qualche leader politico martella sullo stesso
tema, e si ripete usando un linguaggio poco
edificante, non pensando che la nostra vita è fatta
di cerchi concentrici che si allargano perché
vogliono annullare i limiti prodotti dai diversi
predicatori in auge.

Se riusciamo a distaccarci da queste imposizioni,
se riusciamo a superare l'amarezza della rinuncia
al voto, se diventiamo capaci di agire non per noi stessi,
ma per gli altri, diventiamo più liberi.

martedì 13 febbraio 2018

LA TUTELA DEL RISPARMIO: "UNA FALSITA' MASCHERATA"!

Quanti errori si commettono?

Nel mondo delle banche, ora, si scopre
che la vigilanza delle banche è stata
inefficace.

E allora cosa stavano a fare Consob
e Bankitalia?

Contrasti in Commissione banche
il cui "testamento"è affidato ad una maggioranza
scarna, 19 sì,15 contrari e 6 astenuti.

Qui il consenso è andato a farsi benedire
nonostante la crisi bancaria rileva un servizio
sui mercati bancari e sui mercati finanziari
decisamente inefficace.

A chi la responsabilità?

Ben difficile è la sua ricostruzione,
così nel caos vanno a finire tutti i costi
sostenuti, i danni materiali e morali subìti
dai risparmiatori e la sperabile tutela
già sprofondata in origine in uno stagno
di incompetenza, ingiustizie a livelli di Lehman Brothers
dove sedevano premi Nobel senza scrupoli.

A danno avvenuto si pensa di creare una Commissione,
un organismo pubblico di gestione delle attività deteriorate.

Si pensa, così, di cancellare i reati economici
e finanziari futuri.

Per il momento si cancella il presente
e con esso la "Tutela del Risparmio".

Quest'ultima è una falsità mascherata
che rappresenta così bene la verità 
che il non lasciarsene ingannare 
significherebbe giudicare male.