lunedì 11 febbraio 2013

STACCARE LA SPINA!

.....Bisogna saper staccare la spina, come ha fatto il Papa!

Berlusconi, invece, è alla ricerca di "prese" per la corrente.....

.....per attacare la sua spina!

(Messaggio breve)

mercoledì 16 gennaio 2013

STRATEGIE...

"SERVE  UNA  DISTRUZIONE  CREATRICE"

Già pubblicata nel Giornale di Vicenza dd. 15.01.2013

Ci conviene invocare qualche santo presente
nel calendario 2013. La difficoltà è quella di scegliere
bene per fermare la deriva "made in Italy".

E' un clima elettorale non convincente perchè manca
un termometro adatto a misurare la temperatura
degli italiani.

I nostri leader politici, più narcisisti che benpensanti,
si affidano alle proprie correnti per cercare di vincere,
e dimenticano il malcostume della politica che in un 
recente passato è in cima all'agenda delle cose che 
danno più fastidio agli italiani.

Conviene glissare questo problema e fantasticare in un futuro
che porti certezza, pulizia e moralità. Non di tutto questo
c'è la possibilità di realizzazione, se le vaste aree di destra,
centro e sinistra, non invocano a viva voce quella "distruzione
creatrice", tanto invocata da un grande economista di schumpe-
teriana memoria.

Più economista che santo, e non presente in calendario,
causa i suoi aforismi che hanno cancellato il suo inse-
rimento.

Una "distruzione creativa", intesa come miglioramento
in campo strategico-innovativo, ma in abbinamento
con una creazione distruttiva, capace di cancellare
gli scenari negativi prodotti da una certa casta e la
realizzazione di un gruppo di esperti, realmente indipendenti,
capaci di esaminare attentamente ogni loro scelta e innovazione
che il nostro sistema desidera per portare l'Italia fuori dalla
deriva.

Attendiamo, dunque, una nuova forza politica che sappia
selezionare una vera "distruzione creativa" e che produca
un nuovo modello atto a coniugare con forte sapienza
il rigore, lo sviluppo e la solidarietà in un clima di verità,
e che sappia produrre quella tensione innovativa che
tutti ci aspettiamo.

Una combinazione di partiti che produca saggezza, chiarezza
di idee e una sana convivenza.

E' utile ricordare un aforisma di Schumpeter in questa
sperabile distruzione creativa, capace di allontanare
dalla politica quei politici che somigliano a mediocri
cavalieri, tanto preoccupati di restare in sella da non
potersi preoccupare di dove vanno.

Quella politica che applica l'arte di cambiare
graziosamente idea.

mercoledì 5 settembre 2012

L'UOMO ECONOMICO NELL'ECONOMIA MODERNA

Questa crisi nasconde risvolti etici e risvolti
di tipo unano, sociale circa i rapporti tra i popoli
in modo globalizzato.

Il fatto centrale è che ha mostrato le corde
un capitalismo egoistico, il quale come pensava
Ronald Reagan, Margaret Thatcher e i Bush,
di governare il mondo secondo il vecchio assioma
liberista del Laissez faire ottocentesco.

Insomma, si affidava al mercato con quasi cieca
fiducia, quale grande regolatore dei rapporti
economici tra gli Stati nell'era della stessa
globalizzazione.

L'egoismo è capace di ragionare in maniera
distruttiva, e rischia di travolgere anche l'Unione
europea.

Per affrontare la crisi, il dramma dello "spread",
servirebbe maggior unità, solidarietà e riordino
dei conti.

Rimane un'Europa fragile e divisa con debiti
e recessione, e che non vuole rinunciare alla propria
vecchia sovranità.

Ad un fenomeno globale serve una visione dell'uomo
meno egoistica e più universale.

...................
P.S. "HOMO OECONOMICUS" = è l'uomo
bramoso di perseguire solo il proprio interesse
soddisfacendo unicamente i propri bisogni
materiali, e altro. Esempio tipico è l'ex
capo dell'esecutivo.
....Non può essere l'uomo di una economia
moderna.

domenica 5 agosto 2012

LA FORMAZIONE....

.......CONDUCE  L'IMPRESA  AL SUCCESSO!

E' risaputo che il valore aggiunto della qualificazione/
formazione diventa fattore concorrenziale decisivo.

Se si riesce a integrare qualità e costi contenuti,
vendere prodotti e/o servizi a prezzi competitivi
la sida è raggiunta.

Certo, se nel sistema macina un'abbondante crisi
i consumatori abbassano logicamente i consumi
o cercano beni che più sono utili al soddisfacimento
dei loro bisogni.

Si vive nell'incertezza perchè i risultati via via ottenuti
non invogliano all'investimento, e così si perde il treno
della ripresa.

Paura di investire e necessità di innovare
rappresentano il blocco alla ripresa.
La formazione va in soffitta e così non si realizza
crescita, danno notevole alla produttività.

Se il lavoratore è più preparato significa possibilità
di sviluppare prodotti ad alto valore aggiunto,
miglioramento dei processi organizzativi e produttivi,
ottimizzazione delle risorse comprese.

Non si gioca più da protagonisti e si perde quel ritmo
che nuoce all'incentivazione.

I cardini attorno a cui devono ruotare le imprese
devono essere oliati.

E se manca l'olio il motore dello sviluppo è bolso,
e nel breve periodo grippa.

Così si perde la sfida dei mercati!

lunedì 18 giugno 2012

LA CRESCITA E' ANCHE CULTURA!

La crescita è una quantità economica
di tutto rispetto perchè aiuta ad abbattere
il debito pubblico.

L'austerità fiscale non è sufficiente
in un'economia in cui lavorano persone
in continua riduzione, e la produttività
del sistema è scarsa.

E' un problema la richiesta del taglio
delle tasse quando mancano i mezzi,
le risorse per finanziare la crescita.

Anche l'innalzamento dell'età pensionabile
porterebbe indubbi vantaggi, è semplicemente
il rinvio di un problema.

E le liberalizzazioni portano un beneficio
al sistema viste le esperienze precedenti?

Le semplificazioni alla burocrazia portano
un sicuro vantaggio anche se l'impatto
è marginale.

Ma arriviamo al sodo: è pura utopia
pensare di far ripartire la crescita laddove
esiste un'economia ferma da 10/20 anni.

Il tasso di innovazione rappresenta un notevole
gap nelle imprese in genere. E' mancato
l'investimento in capitale umano, tecnologia,
know how.

Manca da sempre una vera cultura della crescita.

E poi c'è grande spazio per l'evasione, soprattutto
nel piccolo.

Nota dolente: spesso le piccole evadono per non chiudere.

Bisogna creare una forte cultura di crescita,
un forte cambiamento di mentalità, e coraggio.

Con l'aggiunta di una cultura che rispetti le regole
in ogni ambito. Ad esempio nel campo dell'elusione
dell'imposta, perchè i tagli in sede di crisi sono utili, però
l'evasione produce meno servizi per tutti, e solo vantaggi
per chi la applica e la sostiene.

sabato 9 giugno 2012

LE IDEE FAVORISCONO LA PRODUTTIVITA'

La locomotiva della crescita va a rilento.
Deve essere oliata dall'innovazione perchè
il talento imprenditoriale è bloccato per uno
scatto in avanti.

E così si spengono le start up innovative
a danno della crescita.

Non c'è integrazione culturale perchè manca
l'occupazione creativa e la tensione imprenditoriale
è in continuo aumento.

La circolazione internazionale delle persone e gli scambi
culturali sono componenti del livello di integrazione
culturale del Paese.

L'Italia e altri Paesi mediterranei soffrono
di integrazione, ben più massiccia, invece, è nel Nord
Europa.

La contaminazione di idee nasce dai creativi che la stmolano
per produrre start up e fare impresa.

L'ambiente dinamico facilita la creazione, la trasformazione
e la conoscenza di nuove idee, tradotte, poi, in prodotti
innovativi.

C'è una resistenza al nuovo perchè si pretende di conoscere
a priori i risultati di ogni nuova idea.

E così si cancella la distruzione creatrice di schumpeteriana
memoria per non lasciare spazio alla rigenerazione di nuove
idee.

Vogliamo, così, chiudere la porta al successo perchè l'imprenditore
rimane impermeabile alle grandi novità.

E' un abito mentale in voga oggi nell'imprenditoria italiana.
L'ormone della crescita si cura solo con dosi massicce di innovazione. 

sabato 2 giugno 2012

IN VACANZA ALLE CANARIE!

L'ex premier non desta di creare stupore.

Propone di creare o stampare nuova moneta
per dar lavoro alle cartiere italiane, e ridurre
così il tasso di disoccupazione.

Ciò rappresenta una bella idea!

Certo che alla sua veneranda età partorire
una simile canarina ti fa pensare a qualche
nuovo brutto scherzo al sistema. Già a rotoli è!

Berlusconi non sa la differenza tra domanda
e offerta di moneta. Nel caso in esame mi sembra
di aver compreso che l'offerta di moneta, a corso
legale e forzoso, possa produrre effetti indesiderati.

In breve l'ex-capo non conosce:
1) la legge di Gresham in virtù della quale se lo Stato
emette carta-moneta inconvertibile in eccesso, la moneta
cattiva scaccia la buona;

2) la conseguenza sarà la svalutazione irrimediabile senza
che alcuna forza equilibratrice possa intervenire;

3) così si deprezza la moneta e una specie di debito fluttuante
diviene sostanzialmente un'imposta inflazionistica che grava
sui cittadini, e che procura necessariamente un aumento
generale dei prezzi incontrollabile.

L'emissione di nuova moneta comporta sempre la sua copertura
in beni reali, caro amico!

Un consiglio a Berlusconi: "Non creare ulteriori danni al sistema.
Ami le canarine? E vai alle Canarie. Là ne troverai per tutti i gusti".